IF  

 

If you can keep your head when all about you
Are losing theirs and blaming it on you,
If you can trust yourself when all men doubt you
But make allowance for their doubting too,
If you can wait and not be tired by waiting,
Or being lied about, don’t deal in lies,
Or being hated, don’t give way to hating,
And yet don’t look too good, nor talk too wise:

If you can dream–and not make dreams your master,
If you can think–and not make thoughts your aim;
If you can meet with Triumph and Disaster
And treat those two impostors just the same;
If you can bear to hear the truth you’ve spoken
Twisted by knaves to make a trap for fools,
Or watch the things you gave your life to, broken,
And stoop and build ‘em up with worn-out tools:

If you can make one heap of all your winnings
And risk it all on one turn of pitch-and-toss,
And lose, and start again at your beginnings
And never breath a word about your loss;
If you can force your heart and nerve and sinew
To serve your turn long after they are gone,
And so hold on when there is nothing in you
Except the Will which says to them: "Hold on!"

 If you can talk with crowds and keep your virtue,
Or walk with kings–nor lose the common touch,
If neither foes nor loving friends can hurt you;
If all men count with you, but none too much,
If you can fill the unforgiving minute
With sixty seconds’ worth of distance run,
Yours is the Earth and everything that’s in it,
And–which is more–you’ll be a Man, my son!  

 

 

–Rudyard Kipling —

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Tempo strano… stamattina un’ora in meno, o in più, dipende dai punti di vista…vorrei non sentire la rabbia che sento. Vorrei che le mie orecchie non ascoltassero le cattiverie delle persone. Frasi che punzecchiano, irritano, girano e rigirano il dito nella piaga.
Sì, sono incazzata. E credo di non esserlo mai stata tanto…Ieri notte ho sognato uno sciame di api che mi si riversava addosso pungendomi in ogni punto dell’epidermide. Quando ho aperto gli occhi sentivo lo stesso fastidio che mi provocano i nostri discorsi. All’inizio non capivo, ma adesso è chiaro: nulla come di un pizzico di ape rappresenta meglio il fastidio di quelle conversazioni. Precisione, decisione, cattiveria e forza. Le api che ti pungono sembra sempre che sappiano qual è il punto in cui ti farebbe più male, e una volta che lo trovano colpiscono con decisione, e non ti lasciano in pace, continuano, resistono per vedere fino a quando resisterai tu.
E’ odioso cercare di dialogare con chi ti ritiene e ti fa sentire ogni volta un completo fallimento. Non fai mai la cosa giusta, se ci riesci non è il momento giusto, se lo è non è fatta bene, se è fatta bene non puoi averla fatta tu, se l’hai fatta tu è stata soltanto fortuna. Precisione, decisione, cattiveria e forza, appunto. Ho bisogno di sfogare questa rabbia, incanalarla in qualcosa di positivo, di buono, ho bisogno di rifletterci su…

Mi ci vuole una sigaretta.

A volte hai bisogno di un sorriso proprio nel momento in cui chi ti vuole bene non ha il tempo di regalartene uno. Sai che in quei momenti chiuderti in te stessa e inveire contro il mondo non serve… stavolta fermarti a cena con "la tua amica universitaria" ti ha regalato molto di più.
Prima o poi la tua sfiducia passerà… Prima o poi tornerai ad essere la stessa idealista credulona di sempre.. e quel pugno allo stomaco non lo sentirai più.

Non sono in grado di descriverla questa sensazione… è come essere sulla cima di una montagna appena scalata…è l’attimo prima di infilzare la bandierina sul terreno.
E su questa cima non ti sembra di essere arrivato.. sei quassù e ti stai guardando intorno…non avresti mai creduto che quella meta tanto ambita è in realtà una pianura più alta del solito che bisogna soltanto avere il coraggio, la costanza e la forza di raggiungere. Per capire dove ti trovi: guardi giù… la vertigine ti annebbia il cervello.. ti rivedi mentre, fino a ieri, ti arrampicavi a denti stretti su quelle pietre a volte scivolose, a volte così resistenti da essere più pericolose delle altre. Non ti riconosci… domandi a te stessa: “ero davvero io quella lì?” la calma che ti circonda ti risponde affermativamente. Non ci sono bufere dove ti trovi adesso. Non ci sono ostacoli. Le mani che hanno sopportato il tuo “viaggio” si sono dimenticate di farti male. Ti senti in una stanza con le pareti di gommapiuma: tutto è leggero, inconsistente e irreale. Sei come drogato da “lei”,  ti impedisce di provare ogni forma di tristezza. In te c’è solo il “nervosismo” e “l’ansia” di piazzare la bandierina, ma lo farai con calma, per ora goditela, è serena, un po’ incredula, molto euforica e ha un buon sapore, è la tua soddisfazione.