Appena finito di leggere "Avere e non avere" di Ernest Hemingway. Dopo aver sudato per superare le prime 100 pagine le altre 140 sono volate…un libro che insegna molto sulla ricchezza e sulla povertà, sulle sconfitte che si accumulano e ci portano alla deriva, una deriva inconsapevole che prima o poi ci porta alla fine, a capire che "Comunque vada…un uomo solo non ha uno straccio di possibilità".

"E’ la storia di un intellettuale che tende a inaridire tutto, a raggelare la vita. La storia di un uomo legato, irretito, imprigionato, che tenta di uscire da una specie di ristagno, che si sforza di capire, ma che alla fine si accorge che non c’è nulla da capire, che ha più bisogno di accettare la vita cosi com’è e di abbandonarvisi che di problemizzarla. Se ha un principio e una conclusione? Credo che sia immorale raccontare una storia che abbia un principio e una conclusione. Un film deve essere, in qualche modo, come la vita: deve contenere imprevisti, eventi inaspettati, errori. Nello stesso tempo un film, specialmente quello che mi accingo a girare, richiede un controllo assoluto. Contrariamente a quello che talune sconsiderate dichiarazioni potrebbero far pensare, nulla sarà abbandonato al caso."
Federico Fellini (Tratto da: http://www.geocities.com/artedho/cinema.htm)

Quando si vede un film come 8 e 1/2 ci si rende conto di cosa voglia dire la frase "questo regista è un genio".
In questa fase della mia vita non avrei potuto vedere niente di più adatto. 
Bellissimo, surreale e perfetto.

Ecco l’ articolo che è uscito come seconda traccia per la Maturità Linguistica di quest’anno.
La filosofia e la sua importanza nella formazione degli studenti. Quando mi è capitato tra le mani sono rimasta davvero sbigottita perché ho visto messa su carta la mia "filosofia" (è proprio il caso di dirlo!) di vita circa formazione e cultura…ed è bello quando a scrivere quello che pensi tu è un giornalista dell’Independent!