Ultimo film visto

Seta

Ricetta di come eliminare un flim:

Far cuocere a fuoco lento un paio di personaggi americani in un ruolo che non gli si addice affatto.
Mescolate bene fino a raggiungere la cottura desiderata.
A parte, mettete a bollire un libro come quello di Baricco su cui ho già espresso parere poco tempo fa (post dell’8 luglio 2007).
Togliete ogni parola profonda e ogni relativo significato profondo alla storia e sostituitela con banalità e un bel po’ di immagini superficiali.
Prima di scolare il libro, ricordatevi di eliminare i concetti chiave (secondo me), come la voliera e le immagini relative alla seta.
Scolato il tutto versare ciò che resta del libro (ossia il nome e l’autore) nel sugo che nel frattempo avrete lasciato macerare per un po’. Aggiungete molta acqua in modo da non dare alcuno spessore al film.
Mescolate e servite non prima di aver eliminato le ultime parole e frasi fondamentali e soprattutto non senza aggiungere un pizzico di colonna sonora (giusto qualche accordo).
Tempo di cottura effettivo: 2 ore
Tempo di cottura percepito: 10 anni di vita

Catena ricevuta ora!

"Pensa a ognuna di queste cose volta per volta prima di passare alla seguente.
Ti farà sentire meglio, specialmente il pensiero finale.

1. Innamorarsi

2. Una doccia calda

3. Nessuna coda al supermercato

4. Uno sguardo speciale

5. Ricevere posta

6. Guidare lungo una strada piacevole da percorrere

7. Sentire la tua canzone preferita alla radio

8. Stare disteso sul letto ascoltando la pioggia che
cade fuori.

9. Trovare il maglione che ti piace tanto in
vetrina,scontato a metà prezzo

10. Una telefonata da molto lontano

11. Un’ottima conversazione

12. La spiaggia

13. Trovare un biglietto da venti nella tasca del tuo
cappotto dell’inverno scorso

14. Ridere tra te e te

15. Ricevere una telefonata a mezzanotte che dura ore

16.Correre in mezzo alla pioggia

17. Ridere per nessuna ragione al mondo

18. Avere qualcuno che ti dice che sei stupenda/o

19. Ridere per una battuta che hai fatto tra te e te

20. Gli amici

21. Ascoltare involontariamente qualcuno che dice
qualcosa di bello sul tuo Conto

22. Svegliarti e accorgerti che hai ancora alcune ore
per dormire

23.Il tuo primo bacio (il primo in assoluto, ma anche
quello appena Ricevuto)

24. Conoscere nuovi amici o passare del tempo con
quelli vecchi

25. Giocare con un nuovo cucciolo di cane

26. Avere qualcuno che giochi con I tuoi capelli

27. Fare sogni dolcissimi

28. Una cioccolata calda

29. Fare un viaggio in macchina con degli amici

30. Dondolarsi sull’amaca

31. Scartare i regali di Natale sotto l’albero

32. Andare ad un concerto davvero bello

33. Avere uno sguardo intenso con uno sconosciuto

34. Ricevere dei biscotti fatti in casa dai tuoi amici

35. Passare del tempo con i tuoi migliori amici

36. Vedere sorrisi e sentire risate dei tuoi amici

37. Tenersi la mano con qualcuno a cui tieni
particolarmente

38. Scontrarti per caso con un vecchio amico e
scoprire che certe cose (brutte o belle) non cambiano mai

39. Vedere l’espressione sul volto di qualcuno mentre
apre il  regalo che più desiderava

40. Guardare il sorgere del sole

41. Fare l’amore, fare l’amore…fare l’amore…

42. Uscire dal letto ogni mattina ed essere grato per
un altro splendido Giorno. "

CHI DEI MIEI AMICI
MI PREPARERA’ I BISCOTTI????
E’ una gioia che non ho ancora provato…
forza, forza!!

Catena…da postare!

Ho trovato questa catena nella mia casella di posta proprio stamattina che mi sentivo un po’ malinconica…
La trovo davvero molto bella!


Noi che ci divertivamo anche facendo "Strega comanda color.".
Noi che le femmine ci obbligavano a giocare a "Regina reginella" e a"Campana".
Noi che facevamo "Palla Avvelenata".
Noi che giocavamo regolare a "Ruba Bandiera".
Noi che non mancava neanche "dire fare baciare lettera testamento".
Noi che ci sentivamo ricchi se avevamo "Parco Della Vittoria e Viale dei Giardini".
Noi che i pattini avevano 4 ruote e si allungavano quando il piede cresceva.
Noi che mettevamo le carte da gioco con le mollette sui raggi della bicicletta.
Noi che chi lasciava la scia più lunga nella frenata con la bici era il più figo.
Noi che "se ti faccio fare un giro con la bici nuova non devi cambiare le marce".
Noi che passavamo ore a cercare i buchi sulle camere d’aria mettendole in una bacinella.
Noi che ci sentivamo ingegneri quando riparavamo quei buchi col tip-top.
Noi che il Ciao si accendeva pedalando.
Noi che suonavamo al campanello per chiedere se c’era l’amico in casa.
Noi che facevamo a gara a chi masticava più big babol contemporaneamente.
Noi che avevamo adottato gatti e cani randagi che non ci hanno mai attaccato nessuna malattia mortale anche se dopo averli accarezzati ci mettevamo le dita in bocca.
Noi che quando starnutivi, nessuno chiamava l’ambulanza.
Noi che i termometri li rompevamo, e le palline di mercurio giravano per tutta casa. 
Noi che dopo la prima partita c’era la rivincita, e poi la bella, e poi la bella della bella..
Noi che se passavamo la palla al portiere coi piedi e lui la prendeva con le mani non era fallo.
Noi che giocavamo a "Indovina Chi?" anche se conoscevi tutti i personaggi a memoria.
Noi che giocavamo a Forza 4.
Noi che giocavamo a fiori frutta e città (e la città con la D era sempre Domodossola).
Noi che con 500 lire ci venivano 10 pacchetti di figurine.
Noi che ci mancavano sempre quattro figurine per finire l’album Panini.
Noi che ci spaccavamo le dita per giocare a Subbuteo.
Noi che avevamo il "nascondiglio segreto" con il "passaggio segreto".
Noi che giocavamo per ore a "Merda" con le carte.
Noi che le cassette se le mangiava il mangianastri, e ci toccava riavvolgere il nastro con la penna.
Noi che in TV guardavamo solo i cartoni animati.
Noi che avevamo i cartoni animati belli.!!
Noi che litigavamo su chi fosse più forte tra Goldrake e Mazinga (Goldrake, ovvio..)
Noi che guardavamo "La Casa Nella Prateria" anche se metteva tristezza.
Noi che abbiamo raccontato 1.500 volte la barzelletta del fantasma formaggino.
Noi che alla messa ridevamo di continuo.
Noi che si andava a messa se no erano legnate.
Noi che si bigiava a messa.
Noi che ci emozionavamo per un bacio su una guancia.
Noi che non avevamo il cellulare per andare a parlare in privato sul terrazzo.
Noi che i messaggini li scrivevamo su dei pezzetti di carta da passare al compagno.
Noi che non avevamo nemmeno il telefono fisso in casa.
Noi che si andava in cabina a telefonare.
Noi che c’era la Polaroid e aspettavi che si vedesse la foto.
Noi che non era Natale se alla tv non vedevamo la pubblicità della Coca Cola con l’albero.
Noi che le palline di natale erano di vetro e si rompevano.
Noi che al nostro compleanno invitavamo tutti, ma proprio tutti, i nostri compagni di classe.
Noi che facevamo il gioco della bottiglia tutti seduti per terra.
Noi che se guardavamo tutto il film delle 20:30 eravamo andati a dormire tardissimo.
Noi che guardavamo film dell’orrore anche se avevi paura.
Noi che giocavamo a calcio con le pigne.
Noi che le pigne ce le tiravamo pure.
Noi che suonavamo ai campanelli e poi scappavamo.
Noi che nelle foto delle gite facevamo le corna ed eravamo sempre sorridenti.
Noi che il bagno si poteva fare solo dopo le 4.
Noi che a scuola andavamo con cartelle da 2 quintali.
Noi che quando a scuola c’era l’ora di ginnastica partivamo da casa in tuta.
Noi che a scuola ci andavamo da soli, e tornavamo da soli.
Noi che se a scuola la maestra ti dava un ceffone, la mamma te ne dava 2.
Noi che se a scuola la maestra ti metteva una nota sul diario, a casa era il terrore.
Noi che le ricerche le facevamo in biblioteca, mica su Google.
Noi che internet non esisteva.
Noi che però sappiamo a memoria "Zoff Gentile Cabrini Oriali Collovati Scirea Conti Tardelli Rossi Antognoni Graziani (allenatore Bearzot)".
Noi che "Disastro di Cernobyl" vuol dire che non potevamo bere il latte alla mattina.
Noi che compravamo le uova sfuse, e la pizza alta un dito, con la carta del pane che si impregnava d’olio.
Noi che non sapevamo cos’era la morale, solo che era sempre quella..fai merenda con Girella.
Noi che si poteva star fuori in bici il pomeriggio.
Noi che se andavi in strada non era così pericoloso.
Noi che però sapevamo che erano le 4 perchè stava per iniziare BIM BUM BAM.
Noi che sapevamo che ormai era pronta la cena perchè c’era HappyDays.
Noi che il primo novembre era "Tutti i santi", mica Halloween.

Che bei ricordi!


Ovviamente alcune cose non mi appartengono affatto… ma è bellissimo sapere che quelle che mi appartengono e in cui mi riconosco sono davvero quelle di una generazione intera…e più di una…
ed è bellissimo.

Ferrara Internazionale

Sono tornata da Ferrara due giorni fa, ma soltanto ora ho un po’ di tempo per descriverne le sensazioni.
No, non è sbagliato in italiano: descriverNE le sensazioni. Non le mie sensazioni, quelle della città.
Non perché abbia la presunzione di voler spacciare per verità una mia opinione, appunto, è soltanto la mia opinione.
E penso che Ferrara dal 5 al 7 ottobre 2007 abbia vissuto uno shock emotivo fortissimo.
Se le persone presenti in questi tre giorni siano state esattamente 17.000 non posso dirlo.
Io ne ho viste tante. E Ferrara anche.
Questa città estense, situata sul Po e praticamente quasi in Veneto, così seria ed elegante, è stata presa letteralmente in contropiede dalla folla di Internazionaleaferrara.
Tre giorni intensissimi, pieni di informazioni, grandi nomi, mostri sacri del giornalismo internazionale.
Tre giorni di full immersion in un mondo che conosciamo sempre meno perché sempre più complesso.
Ferrara era sconvolta. Piacevolmente sconvolta nel vedere ragazzi, soprattutto ragazzi, affollare le strade con in mano una bandierina gialla, testimonianza orgogliosa della loro presenza ad almeno uno degli eventi proposti.
E sorrideva, Ferrara, nel notare quanta passione c’era negli occhi di quelle persone che pur di seguire le conferenze assediavano i cinema, facevano ore ed ore di fila e sedevano a terra.
Gente dovunque. Per Saviano una fila chilometrica che per metterti in coda dovevi prendere la parallela della strada che portava al cinema, altrimenti non riuscivi a passare.
Saviano. A Ferrara. Già: si poteva quasi (e il mio quasi è ironico) dedurre che anche per la camorra/gomorra a Ferrara (quasi  Veneto) c’è interesse.
Si poteva quasi  dedurre che forse se tutte quelle persone assediavano strade, cinema, librerie e bar è perché tutta quella gente è forse quasi curiosa, per non dire affamata, di informazione. Pardon, di Informazione. Un tipo di informazione che va oltre i pregiudizi, che fa lo slalom tra gli stereotipi del nostro tempo, che non cerca di diffondere verità assolute, ma fa una cosa magica: cerca di farti continuare a cercare informazione.
E’ quel tipo di informazione di cui ha parlato, tra tutti, anche Elif Shafak (Ferrara se ne è praticamente innamorata) quando si riferiva al dovere dei cittadini di "aprire la propria mente al diverso" quando ha detto che il problema non è il diverso da noi, perché il diverso da noi può farci soltanto crescere, e tante altre cose stupende che non si possono scrivere dopo averle ascoltate a bocca aperta.
Quella di Internazionale e dei suoi giornalisti è un tipo di informazione che ti lancia in una spirale senza fine di curiosità mista a passione in un modo talmente bello da farti sentire in debito con quei giornalisti/scrittori.
E questo debito siamo andati a scontarlo proprio dal 5 al 7 ottobre. Chi non c’era se n’è pentito. Chi c’era ha rimpianto quei giorni appena ha acceso il televisore dopo essere tornato a casa.
Ferrara lo sa. Ferrara se n’è accorta.