inarchi la schiena…come i gatti…

Ci sono immagini che non puoi dimenticare.

Sono dei fotogrammi di ricordi che ti si stampano nella mente come fossero le fotine della Polaroid, pronte per esser guardate ogni volta che vuoi.

Una di queste immagini sono i suoi occhi verdi…intensi, liquidi, accesi. Occhi che quando ti guardano in quel modo lì…puoi soltanto abbassare lo sguardo imbarazzata.
Occhi che sembrano guardarti dentro e scavare. Occhi che non ti credono quando parli e fanno bene. Occhi scettici, e pieni di voglia di te.

E’ uno sguardo che non puoi semplicemente incrociare, ogni volta che lo vedi ti si scaglia addosso e ti lascia senza parole qualunque cosa tu stia facendo. Da quando lo incontri sul cuscino a quando passeggi per strada. 

Imbattersi in quello sguardo, in quel viso ad un centimetro dal tuo stesso naso è un emozione che non puoi spiegare, ti si blocca lo stomaco, ti tremano le mani, ti si annebbia il cervello.
L’attrazione ti entra nella carne come se fosse una lama, come una sciabolata, e ti lascia senza sangue.

E capisci che se nella tua vita fino ad ora niente è mai stato così forte, così epidermico, così primordiale…se nella tua vita non ti sei mai sentita così spontanea…un motivo c’è.
Ed è uno soltanto.

Patetico per chi non rientra nei ringraziamenti

Ci sono momenti che perdi ogni speranza.
Attimi in cui pensi che forse ti stai avventurando in un percorso di cui non vedrai mai la fine.
Poi tutto viene da sé, tutto viene per caso.
Tutto può cambiare…con un bacio.

Tutto può cambiare quando inizi a sentire che c’è qualcosa di fortissimo dentro di te, qualcosa di speciale, qualcosa, finalmente, di VERO.

E capisci che il tuo percorso aveva ed ha un senso.

E sei grata per tutti i segni che questo viaggio ti ha lasciato sulla pelle, tutte le persone che hai incontrato nel tuo cammino, tutti i discorsi che hai fatto con chi ha avuto la pazienza di ascoltarti un po’.
Per tutti quegli amici preziosissimi che hanno voluto ascoltare non quello che fai, non quello che vuoi, non quello che pensi, ma semplicemente quello che sei.

Se oggi sono felice di essere quello che sono lo devo a queste persone.
A chi mi ha insegnato che amarsi vuol dire prima di tutto rispettare se stessi e i propri desideri, le proprie esigenze, i propri istinti. A chi mi ha insegnato che ogni essere umano è prezioso e che ogni cosa che gli appartiene è preziosa con lui.

E le ringrazio queste persone, perché non mi hanno giudicato mai, perché soprattutto mi hanno criticato soltanto quando ero io a giudicare me stessa, perché mi hanno fatto capire cosa significa sentirsi liberi.

E adesso che questa Libertà mi fa sentire viva, sono contenta di essere qui.
Del mio percorso, delle curve pericolose che girerò senza pensarci, dei rischi che ho corso e di quelli che correrò.
Di tutta, tutta, tutta l’immensa felicità che sto provando in questo momento.

Berlusconi III

Mi fermo giusto un secondo a trascrivere ciò che ho visto ieri, o meglio i primi segni dello sfacelo verso cui andrà l’Italia con il Terzo Governo Berlusconi, che ho visto ieri.
Neanche finivano di contare i voti provenienti dall’estero che già:

1.  Giorgino conduceva il tg1

2. Vespa esultava per aver raggiunto ben il 23% di share con Porta a Porta

3. La Sicilia era contenta del federalismo e della devolution

4. La stampa estera di tutto il mondo ci derideva allegramente ed anche un po’ amaramente dato che facciamo parte di un’ Europa che vorrebbe mantenere la propria serietà

5. Berlusconi annunciava di togliere l’ICI con gioia, cosa che taglierà inesorabilmente gli unici fondi dei Comuni che resteranno alla totale dipendenza dello Stato=abbassamento qualità della vita=depressione

Poi non chiedetemi come mai mi è venuta la gastrite.

SONO

FELICEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE

Giusto per sentirsi bene con se stessi…

"Io ti prendo sul serio quando sei Boccadoro.
Ma tu non sei sempre Boccadoro.
Io non mi auguro altro se non che tu divenga Boccadoro in tutto e per tutto.
Tu non sei un erudito, tu non sei un monaco…
per far un erudito ed un monaco basta una stoffa meno preziosa della tua.
Tu credi che ti giudichi troppo poco erudito, troppo poco logico,
o troppo poco pio.
No, per me sei troppo poco te stesso."

Narciso e Boccadoro
-Hermann Hesse-

Da una conversazione in treno…

Io: Ma è sempre stato così, oppure è stato un incidente?
Sig.ra: …
Io: …
Sig.ra: trauma post-parto.
Io: …

E’ strano, come a volte la vita ti porti a scontrarti con delle realtà così dure. Ed il fatto che io dopo 5 ore e un quarto che questa conversazione si è conclusa, sia qui a parlarne, vi fa capire quanto mi abbia scosso questa storia.
E’ la storia di una signora che nel 63′ ha comprato la sua prima Cinquecento.
Ma è anche la storia di una persona che ha una figlia invalida di 35 anni alla quale è costretta, dal suo amore credo, a dedicare tutti i singoli minuti di tutti i singoli giorni della sua -singola- vita.
Ogni santo giorno la stessa storia.
Un’uscita fuori porta ogni due anni e le uscite di casa non possono superare l’ora e mezza di mattina e l’ora singola di pomeriggio.
Pensateci un po’: 2 ore e mezzo di libertà al giorno per un totale di 912 ore di libertà all’anno invece di ottomilasettecentosessanta, utilizzate perlopiù per andare a fare la spesa, o altri tipi di faccende per la casa. Stop.
Viaggi fatti all’estero: 7. Destinazione una: Stati Uniti. Motivo: medico.

Vi dico solo che quando sono scesa dal treno queste parole mi rimbombavano nel cervello. [e non ero molto reattiva…]
E pensavo a quanto debba essere forte l’amore per un figlio che neanche ti riconosce più, per portarti a fare una vita così.
E pensavo che in fondo se c’è un sentimento che davvero non si può capire finché non lo provi davvero è quello dell’amore per i propri figli.
E pensavo anche che è una cosa che mi ha sempre detto mia madre e che, in fondo è vero, non avevo mai veramente capito.

Ed ero piena di buoni propositi nei confronti dei miei genitori quando ho varcato la soglia di casa, dopo aver fatto altre 4 ore di treno a pensare a tutte queste paranoie.
Già: ero. 
Propositi cancellati dalle prime parole dette da mia madre quando mi ha visto: "wow, addirittura la gonna, sfido qualunque maschio a resisterti, chissà lassù quanti ne stai frequentando…".
E penso che devo essere davvero una cittadina modello per sopportare tutto questo pur di andare a votare…oppure ho solo una grande pazienza.