Film: Woyzeck

Herzog è un genio.
Il film è bello, ma Kinski è meraviglioso.
I dialoghi sono così belli, ogni frase è così piena di significato che non vedo l’ora di comprare il testo teatrale
Un’opera sui massimi sistemi, davvero indimenticabile. per potermi soffermare su ogni concetto.

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A proposito del brutto

Non potevo non farlo. Ho evitato questa cosa per anni ed anni, ma alla fine ci sono caduta.

Ebbene si: ieri sera ho visto "Tre metri sopra il cielo".
Non ho resistito. Alcuni avevano il coraggio di rispondermi : "non l’hai visto, non puoi giudicarlo", ora non potete dirmi più nulla quando dico che: fa schifo.
Irrimediabilmente ed indecentemente schifo.
Non si salva nulla.
Elementi copiati:
– Voce fuori campo da Jack Frusciante è uscito dal gruppo (differenza "culturale" dei personaggi principali e morte dell’amico di lui compresa);
– Idea della radio presa da Radiofreccia (con la differenza che lì la voce era del mitico Stefano Accorsi, e ho detto tutto)
– Scena nel castello in cui lui le toglie la benda dagli occhi e si trovano a guardare il mare presa da Titanic
– Scena in cui lui è sotto la pioggia mentre lei esce con l’altro copiata da Il corvo, e L’ultimo bacio

In pratica la "trama" è la cosa "migliore" del film.
Assenza TOTALE di:
– ritmo
– recitazione
– originalità
– credibilità

Non capisco, scusate, ma non ci riesco.
Come si fa ad apprezzare una cosa così brutta? E soprattutto COSA si apprezza di una cosa così brutta!
Scamarcio? Basta un attore a far sbancare un film così osceno?
O è l’idea immortale del bello e maledetto che si innamora "per la prima volta" dell’ingenua borghese? Perché ce ne sono miliardidi libri, film storie identiche, ma raccontate molto meglio.
Non oso immaginare come possono essere gli altri due.
Per la prima volta pensavo fosse meglio di quello che ho visto (nonostante avessi la nausea a sentirne pronunciare il titolo…)

La prossima volta che leggo Tre metri sopra il cielo su un muro vomito.

Miraggio

Una stazione ferroviaria che diventa locale. Sul lato destro del palco una batteria con percussioni: Marina Rei. A sinistra, con chitarra acustica e basso: Carmen Consoli. Ogni tanto il rumore di un treno che passava di lì quasi x ricordarti che era tutto vero, che non era un miraggio. Ho ascoltato una Geisha che odiava i gatti cantare con tutta l’anima…non era per niente stanca, ma era perfetta in tutto.

Un’alba poetica a Roma

“Fuori era già un po’ chiaro: dietro i quaranta scatoloni in fila della Borgata degli Angeli, oltre il Quadraro, oltre la campagna, oltre le sagome necciose dei colli Albani, si stampava nel cielo una luce rossiccia, come dietro un’invetriata, e pareva che laggiù, dall’altra parte del cielo, ci fosse un’altra Roma, che andasse silenziosamente a fuoco” -Ragazzi di vita- Pier Paolo Pasolini