Childhood Memory

Today lavender smells differently to me.
It smells of affection and love, it smells of long time ago.

It smells of me trying your clothes on from your wardrobe when I was 5 and you were not home.
It smells of a soap I used not to like and which now makes me smile.

It smells of the hug I keep remembering when it comes to days like these.

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Il mio augurio per te oggi

Il mio augurio per te è oggi è che tu sia in un posto felice.
Forse il mio augurio per te oggi è semplicemente che tu sia.

Dicono che sia molto comune diventare religiosi dopo un lutto. Ma come sempre per me è un caso a parte. Io non sono mai stata completamente atea prima e non sono diventata totalmente religiosa adesso.
Ho sempre creduto che qualcosa esistesse, seppure in qualche forma molto indefinita. La differenza è che adesso credere è diventato semplicemente un bisogno.
Quindi il mio augurio per te oggi è che tu sia da qualche parte in qualunque forma e che da quel luogo riesca a vedermi.
Perché mi rattrista il pensiero che tu ti perda le avventure dei miei ultimi 2, quasi 3, anni.
Non che siano avventure di chissà quale calibro, ma una madre, dicono, ha molto a cuore il futuro dei propri figli. E quindi mi rattrista che tu non sappia che, in qualche modo, sto seguendo le tue orme e che in quelle scuole inglesi penso spesso a quale sarebbe il tuo commento davanti a qualcuno che non lava la propria tazza con il sapone.
Mi rincuora, invece, poter credere che in qualche modo mi vedi. Che segui i miei percorsi e che, quando sogno, i tuoi consigli siano consigli veri, in qualche modo frutto di un’attenta osservazione.
Mi rende serena il pensiero che il tuo portarmi a Londra per mano in un sogno sia stata metafora di un futuro che si è verificato davvero. Che in quel momento mi stavi dando una direzione che per qualche strana ragione non ho faticato affatto a prendere. E su cui oggi sto decidendo di basare la mia intera vita futura.

Poi, certo, i più cinici direbbero che tutto questo non esiste, che è una mera proiezione mentale, che sto semplicemente cercando una giustificazione alla mia partenza, perché alla fine, chi resta, resta e ad andare via sono io.
Direbbero che i sogni sono una proiezione dei nostri desideri e che se il nostro desiderio è partire, ma c’è qualcosa che ci frena a farlo, prima o poi potremmo fare un sogno che dia una soluzione al nostro freno e che diventi una spinta in più a perseguire il nostro obiettivo.

Come dice Ralph Messenger, personaggio principale del libro che sto leggendo in questo periodo “Thinks…” a proposito del cervello e dell’anima:

“Everything that processes information [is a machine].
People go on stubbornly believing that there is a ghost in the machine however many times scientists and philosophers tell them there isn’t.”
David Lodge

Le scienze cognitive molto probabilmente hanno ragione e in futuro riusciranno magari anche a dimostrare l’inesistenza dell’anima o dell’aldilà.
In fondo ci sono giorni in cui anche io la penso così.
Ma oggi non è uno di quei giorni. Oggi, come tutte le seconde domeniche di maggio e tutti i 24 novembre o i 15 luglio e le feste comandate:

“Voglio però ricordarti com’eri, pensare che ancora vivi,
voglio pensare che ancora mi ascolti e che come allora sorridi e che come allora sorridi…” Francesco Guccini  – Canzone Per Un’Amica

E’ questo il mio augurio per te oggi: “che ancora mi ascolti e che come allora sorridi”.

P.S. Per chi non se ne fosse ancora ricordato oggi è la Festa della Mamma.
Google ha realizzato un doodle apposito per l’evento. L’immagine che segue è stata realizzata con quel doodle. Il disegno che viene fuori alla fine è molto casuale.
Ma è una strana coincidenza: mia madre adorava gli elefanti.

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E’ stato un brivido stamattina a..

..regalarmi un tuo ricordo.

Era tardi ed ero ancora a letto in dormiveglia.

Ad un certo punto un rumore di tacchi mi ha fatto sobbalzare.

Era l'abitudine delle domeniche mattina, di quando ti sentivo rientrare di colpo in casa e mi accorgevo di aver dormito fino a tardi e di non aver fatto le faccende che mi avevi detto di fare,

E' stato un ricordo inaspettato, improvviso, come una petite madeleine di proustiana memoria che comunque mi ricorda te ed i tuoi autori preferiti.

Prima che quei tacchi mi svegliassero ti avevo sognata tutta la notte. Eri felice, ridevi, scherzavi, dicevi che avevi capito tutto di me "ormai".

Ti sto sognando molto ultimamente. E' una cosa che mi dà molta forza, molta serenità.

So che quei tacchi erano dell'inquilina del piano di sopra. So che quel passo non era il tuo passo, non aveva lo stesso tuo calibrato ritmo svelto di sempre.

Ma dentro di me, preferisco pensare che sia stata tu a svegliarmi questa mattina.

Buongiorno. 

malinconia

Mi manchi.

Non dico altro. Non posso dire altro. Forse posso, ma non posso scriverlo qui, non sarebbe giusto farlo in quest’angolo di mondo che tu non hai mai condiviso con me e che tutto il mondo può leggere.

Dicono che si sopravvive anche a questo. Sono passati più di tre mesi, è vero, sono sopravvissuta.

Ma continui a mancarmi tanto.