Sorpresa piacevole..

Sono rimasta piacevolmente colpita da una storia…Si tratta di un cortometraggio di Luca Lucini dal titolo "Il sorriso di Diana"  (vivamente sconsigliato agli aracnofobici…).
Senza voler parlare dei dettagli tecnici, mi è piaciuto molto il testo…ne cito la frase da cui sono rimasta più coinvolta:

"Ma che importava il passato? Era stato un valoroso nobile guerriero? Non aveva più importanza, ora non era più nulla. Amava e basta. Ma quanti amori sono appassiti? E quanti non sono neppure sbocciati a causa di culture troppo diverse che come alti picchi creano un’innaturale barriera al volo dei sogni?"

Troppo vero…come il resto del testo di questa bellissima e amara favola. Vorrei sapere se fa parte di una raccolta..e se gli altri corti hanno testi altrettanto belli..

Ieri mattina ho messo su il mio primo vinile…si, vinile. Il 33 giri del Greatest Hits degli ABBA, seguito dal 33 giri di The Dark Side of The Moon dei Pink Floyd.
Dopo circa vent’anni a casa mia è tornato il giradischi (sebbene sottoforma di convertitore mp3, ma sempre di giradischi si tratta..). E per me che ho tutti i ricordi di Natale legati al vecchio giradischi e alle canzoni in inglese natalizie che i miei mi insegnavano a cantare mentre decoravamo insieme l’albero (vero) con le palline rosse luccicanti (di vetro), poter riascoltare quelle canzoni proprio in questo periodo ha un valore inestimabile.
Sarà che poi comunque la magia del Natale su di me ha sempre un certo effetto, anche se negli ultimi anni non ci sono stati Natali molto felici e spensierati come quelli di un tempo.
Sarà che questo Natale una notizia poco felice, per non dire per nulla, mi è stata sbattuta in faccia per caso e con una mancanza di tatto tale da farmi capire quanto sia imprevedibile la vita e quanto le malinconie e le tristezze che ho provato in questi ultimi giorni alla fine erano soltanto dettagli.
Sarà che poi l’albero finto e le palline di plastica passano in secondo piano e ti fermi a pensare ai genitori e a chi, per un motivo o per un altro, le vacanze non ha potuto, o non ha voluto, passarle con loro, e un po’ ti senti piccola piccola perché tu che ce le passi non lo vivi come un momento bello, ma come una costrizione, una galera da cui fuggire.
E forse basta non pensarci, forse basta viversi le cose per quello che sono, belle se belle e brutte se brutte e stop. Forse tutto questo incubo che sto vivendo, questa spada di Damocle il cui filo bastardo sembra ogni giorno più sottile, serve proprio a farmi tornare un po’ indietro ai momenti in cui il Natale lo amavo davvero e a farmi dimenticare per un po’ il perché non lo amo più come prima.
Non lo so a che serve tutto questo, non lo so come mai l’imprevedibilità della vita sembra che ti si riversi contro quasi sempre a Natale…so soltanto che anche se un giradischi non ti cambia la vita, ed è passato di moda e non lo usa più nessuno…a me riesce ancora a regalare un sorriso. E anche se è malinconico, va bene così.

La filosofia di faffy…

…e’ che per trovare l’amore vero devi innamorarti almeno 4 volte:

1) Di uno/a molto piu’ grande di te
2) Di uno/a conosciuto/a in chat
3) Di uno/a piu’ "navigato/a" di te
4) Di uno/a molto piu’ piccolo/a di te
…e io che oggi mi sono persa in quegli occhioni grandi, dolci e spauriti…per un attimo ho pensato che mi stavo pericolosamente avvicinando al punto 4…
speriamo di no.

Edimburgo…

Beep Beep. Sveglia. Ore 5.00 am. Un treno da prendere, una casa londinese dalla porta blu da lasciare. La stazione di King’s Cross da incontrare di primo mattino, con la solita folla di turisti italiani nella metro e qualche lavoratore mattiniero mezzo addormentato che si guarda le scarpe per non incontrare il tuo sguardo.
E poi il tabellone dei treni. Binario 5. Ore 7.00 am. Biglietto. Partenza, una parola in testa: Edinburgh,
Viaggio bellissimo in treno con Norah Jones negli auricolari e la campagna inglese fuori da un finestrino troppo pulito per essere parte di un treno pubblico.

Ore 11.00 am arrival.
Destinazione: appartamento in cui passerò un mese. In pieno centro. Porto il borsone lì, a piedi, scalando lentamente le salite che questa città si porta dentro.
La bocca spalancata, gli occhi sgranati, la mente incredula…c’è una parola in inglese per descrivere la bellezza magica di questo posto fuori dal pianeta Terra: Gorgeous.
Edimburgo è stupenda. Totalmente diversa da Londra, ma stupenda ugualmente, forse anche più bella di Londra per certi aspetti.
Misteriosa e magica, inquietante e antica, importante e bella, imponente e preziosa. Ogni aggettivo si spreca.

Abbiamo finito di lavorare alle 22.00 pm e in teoria starei ancora lavorando in questo momento, a letto, in una stanza enorme…in un appartamento, ancora una volta, dalla porta blu…
Spero di trovarlo il tempo di descrivere tutto quello che sto vivendo adesso, perché ne vale davvero la pena.
Il primo mese a Londra l’ho praticamente inghiottito tutto d’un fiato, senza fermarmi mai a scrivere, almeno non qui. E forse non lo farò neanche stavolta…mi sto scoprendo gelosa di queste sensazioni…perché sono così intense che voglio che le persone che mi ascoltano quando le racconto mi stiano davanti, per vedere la luce che tutto questo mi mette negli occhi.

Da una conversazione in treno…

Io: Ma è sempre stato così, oppure è stato un incidente?
Sig.ra: …
Io: …
Sig.ra: trauma post-parto.
Io: …

E’ strano, come a volte la vita ti porti a scontrarti con delle realtà così dure. Ed il fatto che io dopo 5 ore e un quarto che questa conversazione si è conclusa, sia qui a parlarne, vi fa capire quanto mi abbia scosso questa storia.
E’ la storia di una signora che nel 63′ ha comprato la sua prima Cinquecento.
Ma è anche la storia di una persona che ha una figlia invalida di 35 anni alla quale è costretta, dal suo amore credo, a dedicare tutti i singoli minuti di tutti i singoli giorni della sua -singola- vita.
Ogni santo giorno la stessa storia.
Un’uscita fuori porta ogni due anni e le uscite di casa non possono superare l’ora e mezza di mattina e l’ora singola di pomeriggio.
Pensateci un po’: 2 ore e mezzo di libertà al giorno per un totale di 912 ore di libertà all’anno invece di ottomilasettecentosessanta, utilizzate perlopiù per andare a fare la spesa, o altri tipi di faccende per la casa. Stop.
Viaggi fatti all’estero: 7. Destinazione una: Stati Uniti. Motivo: medico.

Vi dico solo che quando sono scesa dal treno queste parole mi rimbombavano nel cervello. [e non ero molto reattiva…]
E pensavo a quanto debba essere forte l’amore per un figlio che neanche ti riconosce più, per portarti a fare una vita così.
E pensavo che in fondo se c’è un sentimento che davvero non si può capire finché non lo provi davvero è quello dell’amore per i propri figli.
E pensavo anche che è una cosa che mi ha sempre detto mia madre e che, in fondo è vero, non avevo mai veramente capito.

Ed ero piena di buoni propositi nei confronti dei miei genitori quando ho varcato la soglia di casa, dopo aver fatto altre 4 ore di treno a pensare a tutte queste paranoie.
Già: ero. 
Propositi cancellati dalle prime parole dette da mia madre quando mi ha visto: "wow, addirittura la gonna, sfido qualunque maschio a resisterti, chissà lassù quanti ne stai frequentando…".
E penso che devo essere davvero una cittadina modello per sopportare tutto questo pur di andare a votare…oppure ho solo una grande pazienza.

Film: Non pensarci

E non avevo voglia di andare al cinema ieri sera. Soprattutto quando il film non lo scegli tu, ma un’amica dei cui gusti cinematografici (scusa, ma devo dirlo!) non ti fidi molto. E soprattutto quando si tratta dell’anteprima di un film di cui per tua (grandissima) ignoranza non hai mai sentito parlare. E soprattutto perché si trattava di una commedia e io odio andare a vedere le commedie al cinema.

Il film è Non pensarci e non potrete capire quanto è bello finché non lo vedrete.
Divertente perché brillante e triste perché vero, e malinconico come me ieri sera.
Insomma per me, per la vita che sto vivendo in questo periodo, davvero il film perfetto (anche perché ci sono stati molti momenti in cui ho pensato che quella sullo schermo fosse davvero la rappresentazione della mia famiglia…).

Beh, era un’anteprima e uscirà nelle sale il 4 aprile, quindi avete tutto il tempo per andare a vederlo. Anche perché è un film italiano realizzato con la collaborazione del MIBAC che voglio dire, quando fa cose buone mi sembra giusto ricordarlo, no?