primo maggio

I. gira di qua…
M. no, di là…
I. aspetta, lì c’è qualcosa
M. ma noo, è un parcheggio…
I. no, non è un parcheggio…
M. si, ti dico di si…
I. no ti dico che non è……

Ho fatto bene ad insistere…svoltato l’angolo…ci siamo trovate davanti una lunghissima immensa, stupenda distesa d’erba, fontane, panchine, ed un sole leggero ad illuminare i visi contenti dei turisti sdraiati …
Questo è stato il mio primo approccio con Parma.
Poi il Teatro Regio ed il Duomo spettacolare tutto affrescato, poi Piazza Garibaldi che ricorda Piazza della Repubblica a Firenze…

Parma mi è piaciuta tanto, un misto di tutto il bello delle città d’Italia (poche) che ho visitato finora…
Portici bolognesi, piazze grandi, prati padovani, eleganza fiorentina, colori ferraresi, dolcevita romana…tutto in piccolo, tutto bellissimo.
E mi veniva voglia di correre per quelle strade assolate, se non fosse che la compagnia di mia sorella lasciava molto a desiderare…però davanti a quel prato immenso non ho resistito e mi sono sdraiata al sole.
Si stava davvero bene.
Sentire la leggera umidità dell’erba sotto il corpo ed il sole sul viso è la cosa più bella che esista in una giornata di maggio.
Grazie Parma, ci rivedremo presto.

inarchi la schiena…come i gatti…

Ci sono immagini che non puoi dimenticare.

Sono dei fotogrammi di ricordi che ti si stampano nella mente come fossero le fotine della Polaroid, pronte per esser guardate ogni volta che vuoi.

Una di queste immagini sono i suoi occhi verdi…intensi, liquidi, accesi. Occhi che quando ti guardano in quel modo lì…puoi soltanto abbassare lo sguardo imbarazzata.
Occhi che sembrano guardarti dentro e scavare. Occhi che non ti credono quando parli e fanno bene. Occhi scettici, e pieni di voglia di te.

E’ uno sguardo che non puoi semplicemente incrociare, ogni volta che lo vedi ti si scaglia addosso e ti lascia senza parole qualunque cosa tu stia facendo. Da quando lo incontri sul cuscino a quando passeggi per strada. 

Imbattersi in quello sguardo, in quel viso ad un centimetro dal tuo stesso naso è un emozione che non puoi spiegare, ti si blocca lo stomaco, ti tremano le mani, ti si annebbia il cervello.
L’attrazione ti entra nella carne come se fosse una lama, come una sciabolata, e ti lascia senza sangue.

E capisci che se nella tua vita fino ad ora niente è mai stato così forte, così epidermico, così primordiale…se nella tua vita non ti sei mai sentita così spontanea…un motivo c’è.
Ed è uno soltanto.

Patetico per chi non rientra nei ringraziamenti

Ci sono momenti che perdi ogni speranza.
Attimi in cui pensi che forse ti stai avventurando in un percorso di cui non vedrai mai la fine.
Poi tutto viene da sé, tutto viene per caso.
Tutto può cambiare…con un bacio.

Tutto può cambiare quando inizi a sentire che c’è qualcosa di fortissimo dentro di te, qualcosa di speciale, qualcosa, finalmente, di VERO.

E capisci che il tuo percorso aveva ed ha un senso.

E sei grata per tutti i segni che questo viaggio ti ha lasciato sulla pelle, tutte le persone che hai incontrato nel tuo cammino, tutti i discorsi che hai fatto con chi ha avuto la pazienza di ascoltarti un po’.
Per tutti quegli amici preziosissimi che hanno voluto ascoltare non quello che fai, non quello che vuoi, non quello che pensi, ma semplicemente quello che sei.

Se oggi sono felice di essere quello che sono lo devo a queste persone.
A chi mi ha insegnato che amarsi vuol dire prima di tutto rispettare se stessi e i propri desideri, le proprie esigenze, i propri istinti. A chi mi ha insegnato che ogni essere umano è prezioso e che ogni cosa che gli appartiene è preziosa con lui.

E le ringrazio queste persone, perché non mi hanno giudicato mai, perché soprattutto mi hanno criticato soltanto quando ero io a giudicare me stessa, perché mi hanno fatto capire cosa significa sentirsi liberi.

E adesso che questa Libertà mi fa sentire viva, sono contenta di essere qui.
Del mio percorso, delle curve pericolose che girerò senza pensarci, dei rischi che ho corso e di quelli che correrò.
Di tutta, tutta, tutta l’immensa felicità che sto provando in questo momento.

ricordo

Continuavo a pensare che forse non doveva essere poi tanto male per lui avere una vita o bianca o nera. Anche se alla fine si muoveva in un’area ben delimitata, e anche se sotto le suole delle sue scarpe era costretto a portare del velluto verde in modo da non fare troppo rumore quando si spostava, lui in quell’ambiente ci stava bene.
Una volta gli chiesi cosa gli piaceva di quel mondo così limitato e, ai miei occhi, triste.
Mi rispose: "il tuo problema è che non sai andare oltre l’apparenza di quello che hai davanti agli occhi.
Io nel mio mondo ci sto bene perché vedo la bellezza."

E la bellezza, lui, il pedone nero della scacchiera grande che da piccola guardavo in soggiorno con un sentimento di timore misto ad eccitazione, la vedeva nelle linee.
Nella geometria dell’intelligenza e della logica umana riassunta in ogni singola mossa.
E si sentiva cavaliere anche se era un semplice pedone, perché quando giocava era sempre il bianco ad iniziare.
E si sentiva coraggioso, il pedone nero, anche se era caduto più volte da quell’enorme quadrilatero di legno, perché in ogni partita era andato avanti per primo, sprezzante del pericolo di essere eliminato e orgoglioso di farlo perché pur sempre in nome del re.
E soprattutto era felice quel piccolo pedone di legno perché le persone che lo avevano fatto viaggiare lungo i quadratini beige e marroni del suo piccolo mondo finito, erano persone di grande ingegno e determinazione. Persone che sentivano odore di sfida e ci si buttavano a capofitto sempre, senza mai tentennare.

Anche se doveva passare la sua vita a muoversi sempre nello stesso modo e ad avere sempre lo stesso ruolo, di debole, di piccolo e coraggioso… per quel piccolo pedone scalfito dal tempo, vedere un cavallo muoversi ad L pur sapendo di essere eliminato, un alfiere percorrere la linea diagonale, la torre agitarsi su e giù pur di mettere a scacco l’avversario, vedere il giocatore stringere nelle sue mani una coppa che non avrebbe mai creduto di ricevere…Beh, tutte queste cose erano per quel pezzo di legno il motivo per cui valeva la pena continuare a vivere.  
E anche il motivo per cui adoro gli scacchi da sempre.

Mirò

Ho sempre amato l’arte. E anche se le mie conoscenze in materia si limitano al liceo e a qualcosina fatta all’università, appena ne ho la possibilità vado a vedere una mostra. Stavolta è successo a Ferrara. Stavolta è toccato a Mirò.
E mentre attraversavo quelle stanze caleidoscopiche, sentivo dentro di me il fruscìo della bellezza, il piacere che i miei occhi provavano, sentivo, dentro di me, che era tutto bellissimo – illuminazione e disposizione delle opere a parte… –
E poi è successo qualcosa, qualcosa che sembrava la scena di un film. Mentre ero nell’ultima sala e osservavo in tutta la sua immensità "Figure e uccelli nella notte, 1974" pensavo che a volte anche i geni hanno successo da vivi, e che nel caso di Mirò il successo era arrivato prima della  morte.
Mentre pensavo tutto questo mi ha distratto la frase di una canzone a me familiare proveniente dal bookshop accanto:

"e miracolosamente non ho smesso di sognare"


e mentre ascoltavo quella frase e pensavo la stessa cosa, mentre ero seduta lì in adorazione di quell’insieme inscindibile di colori, mentre le persone mi passavano davanti stupite da quel sorriso ebete che mi partiva dalla punta delle dita dei piedi…mentre succedeva e non succedeva tutto questo mi rendevo conto soltanto di una cosa: la mia felicità.

Ultimo film visto

Io non ho paura

cambia il concetto di lealtà e amicizia
dall’infanzia alla maturità.
i valori di un bambino sono valori indissolubili.
l’amicizia. è per la vita.
la lealtà. è sacra.
i tradimenti bruciano, ma il perdono è un sollievo.

e correre nei campi equivale a libertà.
e tutto è grande e niente impossibile.
e "i grandi" sono irraggiungibili e lontani.
e chi non ha paura non si sente "coraggioso", ma soltanto un buon amico.

ci sono persone che alcuni valori continuano a sentirli con la stessa forza di quando erano bambini, ma sono poi costrette, nel mondo dei "grandi" a fare a pugni per andare avanti.
perché nel mondo dei "grandi" leale vuol dire stupido.
nel mondo dei "grandi" l’amicizia non esiste.
nel mondo dei "grandi" il tradimento è all’ordine del giorno e il perdono è una pazzia.
nel mondo dei "grandi" siamo tutti colpevoli di sequestro e di omicidio colposo…
nei confronti di quell’ essere umano che c’era dentro ognuno di noi.

grazie Ammaniti per questo viaggio nella mia infanzia, nei miei giochi.
nei valori che ho.
grazie, perché purtroppo negli ultimi tempi vedere trionfare la lealtà mi succede raramente. Anche nei film.