Perché ci sono cose che avresti voluto scrivere tu…

Non ho mai avuto il desiderio di recitare. Ma mi è sempre piaciuto molto leggere ad alta voce.
Ci sono delle cose che leggendole ad alta voce è come se prendessero vita anche dentro di te. Come se in quel momento riuscissi, leggendo a voce alta a far uscire le parole dal libro e a farle entrare un po’ nella tua vita, nella tua quotidianità.
Capita con quelle cose che avresti voluto scrivere tu. Cose troppo belle per lasciarle lì, senti l’esigenza di condividerle con qualcuno, imporre anche agli sconosciuti per strada di fermarsi a vederne la bellezza, l’intensità.
A me è capitato poco tempo fa, precisamente ad agosto, con un monologo tratto da Crave di Sarah Kane. Lo spettacolo era in lingua originale, ed io non mi ero mai imbattuta in quel monologo prima.
A spettacolo finito le parole, i suoni, il ritmo e l’intensità della recitazione di quel monologo mi sono rimaste addosso a tal punto che mi sono ritrovata a tremare, seduta su di un marciapiede, senza neanche accorgermi di quanto fossi commossa ed emozionata.

Sei giorni fa mi sono ritrovata di nuovo faccia a faccia con questo monologo, stavolta in italiano, non c’era nessuno a recitarlo, ma erano i miei occhi a leggerlo. Il risultato è stato lo stesso, con una differenza.
Stavolta più che la musicalità delle parole è stato il contenuto a farmi tremare.
Perché è come se Sarah Kane avesse scavato nel mio cervello e sulla mia pelle prendendo tutto quello che cerco in questo momento in una storia, tutto quello che vorrei vivere esattamente e come vorrei viverlo esattamente e l’avesse semplicemente trascritto.
E’ per questo motivo che ve lo ricopio qui:

"Voglio dormire accanto a te e farti la spesa e portarti le borse e dirti quanto mi piace stare con te ma quelli continuano a farmi fare stupidaggini.
[…]
E voglio giocare a nascondino e darti i miei vestiti e dirti che mi piacciono le tue scarpe e sedermi sugli scalini mentre fai il bagno e massaggiarti il collo e baciarti i piedi e tenerti la mano e andare a cena fuori e non farci caso se mangi dal mio piatto e incontrarti da Rudy e parlare della giornata e battere a macchina le tue lettere e portare le tue scatole e ridere della tua paranoia e darti nastri che non ascolti e guardare film orribili e lamentarmi della radio e fotografarti mentre dormi e svegliarmi per portarti caffè brioches e ciambella e andare da Florent e bere caffè a mezzanotte e farmi rubare tutte le sigarette e non trovare mai un fiammifero e dirti quali programmi ho visto in tv la notte prima e portarti a far vedere l’occhio e non ridere delle tue barzellette e desiderarti la mattina ma lasciarti dormire ancora un po’ e baciarti la schiena e accarezzarti la pellee dirti quanto amo i tuoi capelli i tuoi occhi le tue labbra il tuo collo i tuoi seni il tuo culo il tuo

e sedermi a fumare sulle scale finché il tuo vicino non torna a casa e sedermi a fumare sulle scale finché tu  non torni a casa e preoccuparmi se fai tardi e meravigliarmi se torni presto e portarti girasoli e andare alla tua festa e ballare fino a diventare nero e essere mortificato quando sbaglio e felice quando mi perdoni e guardare le tue foto e desiderare di averti sempre conosciuta e sentire la tua voce nell’orecchio e sentire la tua pelle sulla mia pelle e spaventarmi quando sei arrabbiata e hai un occhio che è diventato rosso e l’altro blu e i capelli tutti a sinistra e la faccia orientale e dirti che sei splendida e abbracciarti se sei angosciata e stringerti se stai male e aver voglia di te se sento il tuo odore e darti fastidio quando ti tocco e lamentarmi quando sono con te e lamentarmi quando non sono con te e sbavare dietro ai tuoi seni e coprirti la notte e avere freddo quando prendi tutta la coperta e caldo quando non lo fai e sciogliermi quando sorridi e dissolvermi quando ridi e non capire perché credi che ti rifiuti visto che non ti rifiuto e domandarmi come hai fatto a pensare che ti avewssi rifiutato e chiedermi chi sei ma accettarti chiunque tu sia e raccontarti dell’angelo dell’albero del bambino della foresta incantata che attraversò volando gli oceani per amor tuo e scrivere parole per esprimerlo e aver voglia di comperarti un gattino di cui diventerei subito geloso perché riceverebbe più attenzioni di me e tenerti a letto quando devi andare via e piangere come un bambino quando poi te ne vai e schiacciare gli scarafaggi e comprarti regali che non vuoi e riportarmeli via e chiederti di sposarmi e dopo che mi hai detto ancora una volta di no continuare a chiedertelo perché anche se credi che non lo voglia davvero io lo voglio veramente fin dalla prima volta che te l’ho chiesto e andare in giro per la città pensando che è vuota senza di te e volere quello che vuoi tu e pensare che mi sto perdendo ma sapere che con te sono al sicuro e raccontarti il peggio di me e cercare di darti il meglio perché è questo che meriti e rispondere alle tue domande anche quando potrei non farlo e cercare di essere onesto perché so che preferisci così e sapere che è finita ma restare ancora dieci minuti prima che tu mi cacci per sempre dalla tua vita e dimenticare chi sono e cercare di esserti vicino perché è bello imparare a conoscerti e ne vale di sicuro la pena e parlarti in un pessimo tedesco e in un ebraico ancor peggiore e far l’amore con te alle tre di mattina e non so come non so come non so come comunicarti qualcosa dell’ / assoluto eterno indomabile incondizionato inarrestabile irrazionale razionalissimo costante infinito amore che ho per te."

Febbre
Tutto il Teatro-
Sarah Kane

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