Italian life..

Italia Italia.
Non è facile spiegare come mi sento.
Mi avevano detto di non perdere la mia positività una volta sbarcata in Italia, e ci sto provando.
Mi avevano detto che l’Italia in fondo è bellissima e non va disprezzata e ci sto provando.
Mi avevano detto che i cambiamenti sono una buona cosa e ci voglio credere.
Ma è difficile.
E’ difficile quando attraverso la strada e mi accorgo che continuo a guardare a destra.
E’ difficile quando entro in un locale e capisco che non posso essere me stessa.
E’ difficile quando giro per strada con un cappello e sento gli occhi della gente che mi guardano come un alieno.
E’ difficile quando vado a fare la spesa e mi chiedo perché non trovo quei cereali o quel succo di frutta che qui non c’è.
E’ difficile quando non so cosa fare l’ora dopo e mi ritrovo a firmare un contratto d’affitto per un anno.
E’ difficile quando concretizzo che devo riaprire i libri per finire una laurea che non mi servirà né in Italia né all’estero.
Ed è difficile aprirmi agli altri perché più ci parlo più mi rendo conto che non possono capire.
Possono cercare di capire, ma non lo sentono.
Non lo sentono il magone che ho allo stomaco, né tantomeno la rabbia o il disgusto per certi atteggiamenti o situazioni.

Eppure mentre giravo per le strade della mia piccola hometown oggi ho sentito un amore infinito per questi paesaggi. Per le sue colline, e i suoi tramonti che, come una certezza, sono sempre lì: immutevoli, fermi e cangianti allo stesso tempo.
E poi sentivo l’affetto per la mia famiglia e per i miei amici.
Ed è bellissimo tornare a casa e trovare le persone che ami più grandi, più mature, ma sempre le stesse, proprio come te. Perché senti che il tempo è passato e che tre mesi e mezzo non sono pochi, ma che l’essenza delle persone non cambia; così come non cambiano i rapporti, se sono rapporti veri.
E nonostante tutto questo mi sento come se fossi in un’altra dimensione, in un altro mondo. Ed è un mondo che non mi appartiene, che non sento mio, in cui non riesco a muovermi.
E’ come se fossi un burattino senza burattinaio, buttato lì su un palco posticcio, in attesa di un pubblico e di un "padrone". La scenografia dietro di me è stupenda, la amo, mi è mancata, sono contenta di rivederla, ma resta comunque una scenografia…
almeno per ora.

3 pensieri su “Italian life..

  1. ciccia c’ho messo un casino per capire come cacchio si faceva per lasciare un commento!!che impedita!!vabbuò… cmq ti volevo dire che all’elenco di listen DEVI ASSOLUTAMENTE aggiungere “pizziche” se no mi incazzo!!!!!!😉

  2. “Possono cercare di capire, ma non lo sentono.
    Non lo sentono il magone che ho allo stomaco, né tantomeno la rabbia o il disgusto per certi atteggiamenti o situazioni.”
    Appunto.

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