la caducita’ fa parte dell’essenza stessa dell’arte

In pratica:

Un ufficio anonimo di un’universita’ di medicina si e’ trasformato per un mese in un bar sud-americano.
Ora, a festival finito, sta tornando ad essere un ufficio anonimo.
Le sue pareti arancione acceso decorate con simboli maya sono di nuovo coperte dal bianco anonimo degli uffici.
Tutto torna ad essere come un mese fa.
E mentre sei li’ a fissare il bianco sui muri ti rendi conto che stai cancellando il lavoro fatto finora.
Ma non il risultato.
E’ in questi momenti che mi rendo davvero conto di quanto le cose belle siano temporanee,e forse e’ proprio questo che le rende ancora piu’ speciali.
Perche’ te ne torni a casa arricchito, con la sensazione di aver creato un’illusione, un sogno che, concretamente, e’ sparito per sempre.
Ma che come esperienza ti restera’ sempre dentro, come le persone con cui hai lavorato ogni giorno, come gli applausi, come i sorrisi, come gli spettacoli, come ogni singolo attore, come le emozioni, come la pioggia di questa citta’, come le crisi, come gli abbracci, come la stanchezza, come l’energia, come la rabbia, come l’affetto, come il profumo dei pancakes la mattina…come un marchio indelebile che condensa in se’

ogni

singolo

attimo

vissuto

qui.

And even if it’s over, it won’t be.

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