My first working day in London

…Devo dire che gli inglesi lavorano…tanto e bene.
Sono appena uscita da lavoro (cioe’ sono uscita un’ora e mezza fa, ma per tornare e’ stato un casino, quindi…) e sono praticamente a p-e-z-z-i.
Diciamo che la prima impressione e’ positiva. Mi aspettavo il peggio, un ambiente formale e snob in cui avrei portato caffe’ e fatto fotocopie, invece sono tutti gentili, alla mano, giovani (il piu’ vecchio e’ il direttore che avra’ 40 anni) e mi hanno fatto lavorare davvero.
E poi la soddisfazione piu’ bella e’ stata quando mi hanno chiesto se avevo idee su come migliorare il layout e la grafica della guida degli spettacoli ed io li’ a dire la mia e loro "yes, yes" ad apprezzare le idee.
Insomma credo di aver fatto una buona impressione…
Le bad news sono che parlano a raffica [ovviamente] e stargli dietro e’ abbastanza arduo, come se non bastasse la tizia che mi segue e’ scozzese e cio’ implica che quando parla se mi va bene capisco il 30 % di quello che dice…oggi siamo andate a pranzo insieme ed e’ stato bellissimo. Immaginatevi una strada londinese di quelle piene di palazzoni a vetri, pseudo-grattacieli, con tutti omini in giacca e cravatta e donne in tailleur che corrono come pazzi da mattina a sera e poi in un angolino, un piccolo parco oasi felice e nascosta. All’ora di pranzo tutti gli omini in giacca e cravatta erano li’, stravaccati esattamente come noi a mangiarsi il panino e a rilassarsi, tanto che quasi non credevo fossero le stesse persone viste poco prima, un miracolo! Anche gli uomini d’affari si fermano ogni tanto!
Per di piu’ ho finalmente scoperto un arcano, la tizia che mi ha fatto il colloquio al telefono e che si chiama Jarrod (cosa che mi lasciava un po’ titubante, ma la voce al tel era femminile) in realta’ non e’ una tizia, ma un tizio..un gentilissimo e super competitivo (come e’ ovvio che sia) ragazzo gay!
E qui mi fermo e lascio a voi i commenti…

2 pensieri su “My first working day in London

  1. tesoro tieni duro..te lo dice un italiano che farà la tua stessa fine da qui a pochi mesi..sei già in gamba se lavori in un ufficio e le persone si affidano a te…

    they can try but they can’t take that away from you!

    Silvio da Milano

  2. Voglio regalarti un sogno. Voglio regalarti un’emozione che ci accomuna. Voglio regalarti una semplice foto che ti parlerà di me, di noi e di qualcosa che ci lega. Ti assicuro che ho pianto quel sabato di una settimana fa quando, durante questo meraviglioso festival, uno Stradivari ha suonato per me. Ed è stato proprio in quel momento che ti ho sentita vicina più che mai. Ed eccoti la foto: una sala immersa nel parco di un castello nel bel mezzo della Francia. Qualche goccia di pioggia che bagna i vetri. Un pianoforte, un violinista e il suo violino…anzi no, e il suo Stradivari. Nella sala solo io. Seduta in una delle 400 sedie. In un angolo per non rovinare quel magico momento. Lo stradivari inizia il suo canto e i miei occhi si riempiono di lacrime. Ti voglio bene, mi manchi un casino!!

    PS: abbiamo fatto proprio bene a partire, credo che un’opportunità come questa capiti solo una volta nella vita. E questa volta, fortunatamente, è capitata a noi!
    GODITELA!

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