Shining

All work and no play makes Jack a dull boy.All work and no play makes Jack a dull boy.All work and no play makes Jack a dull boy.All work and no play makes Jack a dull boy.All work and no play makes Jack a dull boy.All work and no play makes Jack a dull boy.All work and no play makes Jack a dull boy.All work and no play makes Jack a dull boy.All work and no play makes Jack a dull boy.All work and no play makes Jack a dull boy.All work and no play makes Jack a dull boy.All work and no play makes Jack a dull boy.All work and no play makes Jack a dull boy.All work and no play makes Jack a dull boy.All work and no play makes Jack a dull boy.All work and no play makes Jack a dull boy.All work and no play makes Jack a dull boy.

Dopo circa 3 giorni che sentivo intorno a me 3 persone che ripetevano frasi come: "dai, guardiamolo", "dai, anche l’horror e i film di paura sono cultura", "e poi è un capolavoro…" ho accettato di vederlo…
Da premettere che sono una fifona di prima specie e che l’ultimo film "di paura" che ho visto è stato The Blair Witch Project [il che è tutto dire] circa 6 anni fa e dopo il quale non sono riuscita più a percorrere il corridoio di casa a luci spente per circa 15 giorni. [si, si ridete pure…]
Bene…ora detto questo potete capire perché ho potuto finalmente vedere questo [su questo non si discute]bellissimo capolavoro soltanto con la promessa poi di dormire con altre 3 persone…risultato: notte insonne, ma non per il film…provate a dormire in 4 in un matrimoniale…
Il bilancio comunque è positivo…mi hanno iniziato ai film horror & co. nel giro di 2 giorni ho visto jeepers creepers [per niente pauroso e una grande americanata] Panic Room [anche qui, poca paura, piuttosto molta empatia per la piccola "Jodie Foster junior" che vederla star male non è stato un bello spettacolo] e Shining [bello da paura  nel vero senso del termine :)]

Narciso e Boccadoro

Ma noi siamo transitori, noi siamo esseri che divengono, noi siamo possibilità, per noi non c’è perfezione, non c’è l’essere completo. Quando però procediamo dalla potenza all’azione, dalla possibilità all’attuazione, partecipiamo al vero essere, siamo di un grado più simili al perfetto e al divino. Questo significa: attuarsi. Tu devi conoscere questo processo dalla tua propria esperienza. Tu sei artista ed hai creato più di una statua. Quando una di queste figure ti è veramente riuscita, quando tu hai liberato l’immagine di un uomo dalle contingenze e l’hai ridotta ad una forma pura, allora tu hai, come artista, attuato quell’immagine umana.

 

Finito di leggere questo libro meraviglioso, non ti resta che una cosa: una voglia immensa di vivere ogni secondo del mondo che hai intorno, delle persone che hai intorno, perfino dei problemi che hai intorno.
E tutto ti sembra prezioso ed unico, tutto irripetibile ad un livello tale che non viverlo, non sentirlo, sarebbe solo un gran peccato.
E’ un atteggiamento questo che ha molto a che fare con il carpe diem, e che in questo periodo della mia vita mi rispecchia molto. Perché quando vivi delle persone e delle esperienze che ti cambiano dentro, che ti aiutano a crescere e a capirti un po’ di più, non vuoi perderle. Non vuoi perderti niente di loro. Ma il tempo va avanti, i periodi finiscono, alcuni restano ed altri vanno via, è sempre la stessa storia che si ripete: parti, resti un po’ e poi rivai via un po’ più ricco di prima.
E anche stavolta è così…con la differenza che ora a qualche mese dalla ri-partenza da qui, non voglio pensarci in termini concreti. Mi fermo soltanto a pensare a come rendere pieni questi bellissimi momenti che restano, a come far sì che tutto questo abbia un senso, ancora più senso di quanto non ne abbia già adesso.
E dentro di me continuo ogni mattina, quando mi sveglio tardi e quando mi sveglia il pargolo urlante del vicino, quando non dormo affatto e quando mi sveglio con tre persone accanto dopo un film di paura, a ringraziare queste persone per esserci state e per esserci ancora.

Continuo a ringraziarle per il pezzo di strada fatto insieme verso noi stessi.

Continuo a ringraziarle, soprattutto, perché posso dire oggi che sono orgogliosa e felice [no, confusa no!] del rapporto che ho con ognuno di loro…che sono la mia seconda, bellissima famiglia.

Da un libro letto tempo fa…

Il movimento delle dita, il linguaggio dei sordomuti,
scrivere sul corpo il desiderio del corpo. (…)
Scritto sul corpo c’è un codice segreto,
visibile solo in certe condizioni di luce;
quello che si è accumulato nel corso della vita si ritrova lì.
In certe parti il palinsesto è inciso con una forza tale che le lettere
si possono sentire al tatto, come fosse stato scritto in braille".
Jeanette Winterson – Scritto sul corpo –

Riflessioni

Disegnando aveva sciolto e liberato la sua anima da quel senso di pesantezza, d’ingorgo, di eccessiva pienezza che l’opprimeva.
Fin tanto che disegnava, non sapeva dov’era, il suo mondo non consisteva d’altro che della tavola, della carta bianca e, la sera, della candela.
Poi si destò, si rammentò delle avventure più recenti: vide dinanzi a sé, inesorabile, la ripresa della vita errabonda e cominciò a vagare per la città, col cuore stranamente diviso
fra il senso di rivedere e quello di prender congedo.
Hermann Hesse  – Narciso e Boccadoro –

E così ieri sera ho fatto anch’io. Ho preso il mio quaderno e ci ho riversato dentro – sottoforma di scrittura ovviamente, dato che non so assolutamente disegnare – tutti gli stati d’animo dell’ultimo periodo.
Ne sono venute fuori due pagine dense di sensazioni belle, forse scritte male, ma le sensazioni, quelle erano belle. Sono belle e restano tali.
Il mio blog che qualcuno definisce "impersonale" non può contenere quelle due pagine scritte alle 2 di mattina con il temporale fuori che allagava la città e il miliardo di sensazioni contrastanti che allagava la mia testa. Non può per il semplice fatto che non voglio.
E, lo ammetto, non voglio per egoismo. Sono sensazioni personali, intime, profonde, che non voglio condividere con il mondo intero, ma solo con me stessa e qualche amico che le vorrà leggere, che vorrà sapere di me, qualcuno che la vera me la conosce già. Qualcuno per cui quelle parole sarebbero soltanto una semplice conferma di ciò che gli ho già raccontato.

Brainstorming

Agitazione agitazione…ansia…esami…partenza…non partenza…
mail…libri…sms…telefonate…incontri inaspettati…senso di colpa…tristezza (un po’)…tempo brutto…pioggia…cinema…film…
cassette…musica…rhum…amici…dama da bere…
presentazione…tesina…economia…radiotelevisione…cene…pasta ai funghi…traslochi…viaggi…mostre…mirò…ferrara…sorella…famiglia…problemi…pensieri…sguardi…
consapevolezza…discoteche…aperitivi…modena…benevento…roma…firenze…milano…destinazioni possibili…destinazioni impossibili…
casa…coinquilina…amica…amicizia…lontananza…addii…arrivederci…
a presto……a…IUTO!

Tutto sommato

…puoi anche renderti conto che non te la senti di continuare…
e allora che fai? Meglio un uovo oggi o una gallina domani? E se sai che quell’uovo gallina non ci diventerà mai, o almeno non con te, non in questa vita?
Lasci stare o ti godi il momento?
E se arrivi al punto che il momento già non te lo stai godendo più perché ormai ti sono partite le paranoie??

E se godersi l’attimo è sempre la cosa giusta da fare…qual è l’attimo di cui godere? A volte siamo circondati da troppe vite, da troppi attimi belli per sceglierne soltanto uno di cui godere…

E allora puoi soltanto scegliere quello che ami di più di attimo, quello che, se c’è oggi, è perché te lo sei guadagnato, ci hai investito, quella pianta che hai innaffiato giorno per giorno…e di cui ora non puoi perderti i fiori.