ricordo

Continuavo a pensare che forse non doveva essere poi tanto male per lui avere una vita o bianca o nera. Anche se alla fine si muoveva in un’area ben delimitata, e anche se sotto le suole delle sue scarpe era costretto a portare del velluto verde in modo da non fare troppo rumore quando si spostava, lui in quell’ambiente ci stava bene.
Una volta gli chiesi cosa gli piaceva di quel mondo così limitato e, ai miei occhi, triste.
Mi rispose: "il tuo problema è che non sai andare oltre l’apparenza di quello che hai davanti agli occhi.
Io nel mio mondo ci sto bene perché vedo la bellezza."

E la bellezza, lui, il pedone nero della scacchiera grande che da piccola guardavo in soggiorno con un sentimento di timore misto ad eccitazione, la vedeva nelle linee.
Nella geometria dell’intelligenza e della logica umana riassunta in ogni singola mossa.
E si sentiva cavaliere anche se era un semplice pedone, perché quando giocava era sempre il bianco ad iniziare.
E si sentiva coraggioso, il pedone nero, anche se era caduto più volte da quell’enorme quadrilatero di legno, perché in ogni partita era andato avanti per primo, sprezzante del pericolo di essere eliminato e orgoglioso di farlo perché pur sempre in nome del re.
E soprattutto era felice quel piccolo pedone di legno perché le persone che lo avevano fatto viaggiare lungo i quadratini beige e marroni del suo piccolo mondo finito, erano persone di grande ingegno e determinazione. Persone che sentivano odore di sfida e ci si buttavano a capofitto sempre, senza mai tentennare.

Anche se doveva passare la sua vita a muoversi sempre nello stesso modo e ad avere sempre lo stesso ruolo, di debole, di piccolo e coraggioso… per quel piccolo pedone scalfito dal tempo, vedere un cavallo muoversi ad L pur sapendo di essere eliminato, un alfiere percorrere la linea diagonale, la torre agitarsi su e giù pur di mettere a scacco l’avversario, vedere il giocatore stringere nelle sue mani una coppa che non avrebbe mai creduto di ricevere…Beh, tutte queste cose erano per quel pezzo di legno il motivo per cui valeva la pena continuare a vivere.  
E anche il motivo per cui adoro gli scacchi da sempre.

5 pensieri su “ricordo

  1. Con gli scacchi? Ho in comune i miei ultimi tre link del mio blog, tre grafiche ed tanta voglia di imparare, ma con scarsi risultati😛
    A me piaceva un sacco l’alfiere, quando giocato °-°

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