Mirò

Ho sempre amato l’arte. E anche se le mie conoscenze in materia si limitano al liceo e a qualcosina fatta all’università, appena ne ho la possibilità vado a vedere una mostra. Stavolta è successo a Ferrara. Stavolta è toccato a Mirò.
E mentre attraversavo quelle stanze caleidoscopiche, sentivo dentro di me il fruscìo della bellezza, il piacere che i miei occhi provavano, sentivo, dentro di me, che era tutto bellissimo – illuminazione e disposizione delle opere a parte… –
E poi è successo qualcosa, qualcosa che sembrava la scena di un film. Mentre ero nell’ultima sala e osservavo in tutta la sua immensità "Figure e uccelli nella notte, 1974" pensavo che a volte anche i geni hanno successo da vivi, e che nel caso di Mirò il successo era arrivato prima della  morte.
Mentre pensavo tutto questo mi ha distratto la frase di una canzone a me familiare proveniente dal bookshop accanto:

"e miracolosamente non ho smesso di sognare"


e mentre ascoltavo quella frase e pensavo la stessa cosa, mentre ero seduta lì in adorazione di quell’insieme inscindibile di colori, mentre le persone mi passavano davanti stupite da quel sorriso ebete che mi partiva dalla punta delle dita dei piedi…mentre succedeva e non succedeva tutto questo mi rendevo conto soltanto di una cosa: la mia felicità.

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