La maledizione del posto…

Passiamo la vita a cercare posto.

Posto nei parcheggi, posto in biblioteca o ai computer, posto in una fila qualunque di un qualunque negozio, dal supermercato alla profumeria.

E poi posto inteso come lavoro, "il posto fisso" che non esiste più, quello "che ti sistemi per tutta la vita", e ci accontentiamo di quello ballerino, almeno per ora, almeno finché non troviamo quello indeterminato di posto

Anche per innamorarci cerchiamo posto.
Posto libero nel cuore della persona che amiamo, o un po’ di spazio per far posto a chi è innamorato di noi.

Insomma non è un caso se oggi invece di chiederci "come va?" ci chiediamo "tutto a posto?".

E certo che non è un caso…

Tutto.
Deve essere.
Al suo.
Maledetto.
Posto.

Noi compresi. Il nostro posto in società, il nostro ruolo diventa inscindibile da tutte queste cose.
Anche dal parcheggio? Anche dal parcheggio, sì. 
Ne  "Il Rotomostro" di Grazzini c’erano pagine interminabili che spiegavano come il più alto in grado avesse il posto migliore per la macchina e l’ultimo redattore arrivato dovesse invece combattere contro i divieti e le multe delle strade di Milano.

Dicevo: Tutto al suo maledetto posto.
Ed ovviamente non è mai così.

E non si tratta della solita favoletta dell’ordine contro il chaos ed evviva il chaos creativo.
Perché noi quel posto nel parcheggio, di lavoro, al supermercato, in società, lo vogliamo. Anzi, investiamo ora per averlo poi.
Il problema è che è un modo di pensare che ci hanno inculcato le generazioni precedenti alle nostre.
Il problema è che ormai non c’è più niente, e dico niente, di fisso.
E quello che non è un problema è che tutto questo in realtà: non è un problema.
E non deve esserlo.
Finché lo sarà continueremo a pretendere cose che non appartengono a questa società.
Finché lo sarà continueremo a trovare la macchina rigata da uno a cui probabilmente abbiamo
fregato il posto.
Finché lo sarà chi non è più in grado di fare il proprio lavoro continuerà a pretendere di farlo pur di mantenere il posto.

Mentre aspettiamo che le cose cambino…possiamo sempre accontentarci dei colpi di fortuna.

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