coincidenze

Scrivo nel calduccio di questa biblioteca meravigliosa.
Davanti a me un ragazzo che scribacchia su di un quaderno.
Aspetta un attimo…non sta scrivendo parole sta scrivendo
note.
Il quaderno in questione è pentagrammato…
Mentre me ne accorgo sgrano gli occhi e incrocio il suo sguardo per poi ritrarlo imbarazzata.
Si, lo so, non si fa.
Sbircio ancora un po’…sta arrangiando una canzone…
cerco di vedere meglio e leggo il titolo "La bellezza delle cose" Carmen Consoli…
E pensare che stamattina non so per quale assurdo motivo mi sono svegliata con questa canzone in testa e volevo anche postarla..
Poi non dite che le coincidenze non esistono…e l’ho guardato come si guardano i matti.
Si, lo so, non si fa.
Non si sgranano gli occhi quando si guarda qualcuno che non conosci.
Non ci si volta per strada a fissare la gente, eppure succede.
E mi succede quando si tratta di musica.
Quando mi passa qualcuno accanto con la custodia di un violino, una chitarra, uno strumento musicale qualunque.
E più mi rendo conto che non si fa, pù mi rendo conto che non riesco a fermare la mia curiosità.
"ho rischiato di perdere tutto
per non subire"

E alla fine ho subito. E alla fine ho perso.
E alla fine, però, ho anche ricominciato di nuovo. E certo non posso dire di saper suonare come sapevo fare prima. Non posso dire di saper ancora fare Vivaldi, o Tartini, o Kreutzer…però una cosa posso dirla: suonare, adesso, è un mio momento. E riuscire a farlo, male, ma con serenità…è un grande passo avanti.

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