Chiuso un libro se ne legge un altro…

Ieri sera ho finito di leggere "La prima guerra del football"
che, tra l’altro, è bellissimo fino all’ultima pagina, e ho potuto iniziare
un libro che avevo preso pochi giorni prima in biblioteca perché mi incuriosiva da sempre.
Ho iniziato a leggere e senza neanche accorgermene ero già a pagina 77.
Dopo aver letto Siddharta, Hesse per me è sempre stato un genio, ma ora
non saprei proprio come definirlo…
Lascio a voi il giudizio:

 


Nel nostro lupo della steppa avveniva questo: che nel suo sentimento faceva ora la vita del lupo, ora quella dell’uomo, come accade in tutti gli esseri misti, ma quando era lupo, l’uomo in lui stava a guardare, sempre in agguato per giudicare e condannare…e quando era uomo, il lupo faceva altrettanto.[…]
tutti coloro che prendevano a volergli bene vedevano soltanto uno dei suoi lati. Certuni lo amavano come uomo gentile, savio, e singolare e rimanevano atterriti e delusi quando scoprivano in lui improvvisamente il lupo. E non potevano fare a meno di scoprirlo, perché Harry, come tutti gli esseri, voleva essere amato tutto intero e non poteva quindi nascondere o negare il lupo di fronte a coloro al cui affetto teneva particolarmente.
Ma ce n’erano altri che amavano in lui precisamente il lupo, quella sua libertà selvatica e indomita, il pericolo e la forza, e costoro erano poi a loro volta assai delusi e dolenti quando il lupo cattivo rivelava a un tratto anche l’uomo, quando si struggeva dalla nostalgia di bontà e tenerezza e voleva ascoltare Mozart, leggere poesie e nutrire ideali di umanità.[…]
In realtà nessun io, nemmeno il più ingenuo è un’unità, bensì un mondo molto vario, un piccolo cielo stellato,  un caos di forme, di gradi e situazioni, di eredità e possibilità.
Che ciascuno tenda a prendere questo caos per  unità e parli del suo io come fosse un fenomeno semplice, ben fissato e delimitato: questa illusione ovvia per ogni uomo (anche per il più elevato) sembra una necessità, un’esigenza di vita come il respiro e il nutrimento.[…]
Anche il nostro lupo crede di avere in petto due anime (lupo e uomo) e già gli pare di avere il petto molto angusto. Il petto, il corpo è infatti sempre uno, le anime invece che vi albergano non sono due o cinque, ma infinite; l’uomo è una cipolla formata di cento bucce, un tessuto di cento fili. […]
Se consideriamo il lupo della steppa con questo criterio, capiremo perché soffra tanto della sua ridicola duplicità. Egli crede, come Faust, che due anime siano troppe per un solo petto e pensa che lo debbano dilaniare. Sono invece troppo poche e Harry fa violenza alla sua povera anima quando cerca di comprenderla in un’immagine così primitiva.

 

Hermann Hesse, Il lupo della steppa

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...