Nuovo mese, nuova città, nuova casa (si spera), nuova vita.
Riflettevo su quanto crescere riesce a cambiarci.
Ho passato in rassegna i problemi e le preoccupazioni delle persone che mi circondano in questo periodo e all’improvviso mi sono resa conto di quanto siano "grandi" rispetto a quelli degli anni del liceo, ma anche ai primi anni di Università…
"Grandi" nel senso di "universali", quei problemi che non sono relativi ad un periodo come "che università scelgo" oppure "quale esame darò", ma che ti restano dentro anche una volta risolti. Ed eccoli qua i tuoi amici con i loro nuovi problemi: c’è chi cerca di arrivare a fine mese, chi vuole affittare una doppia, chi s’incazza sul lavoro (chi non si incazza sul lavoro??), chi smette di mangiare, chi viaggia e torna cambiato, chi non torna più, chi vuole convivere con la persona che ama, chi vuole sposarsi e mettere su famiglia, chi una famiglia non ce l’ha più, chi implora attenzione, chi non sa cosa fare ma sa che è ora di far qualcosa, chi non vuole più fare nulla, chi è in crisi perché vuole prevedere il proprio futuro, chi l’ha capito ma è frustrato perché non riesce a realizzarlo, non riesce a scegliere…
Ti giri un attimo e ti ritrovi a non avere più la Smemoranda su cui scrivere i compiti per il giorno dopo, né i professori che ti dicono qual è la cosa migliore da fare, sai che sei tutto quello che hai e che deve bastarti. Non ti senti cresciuto, ma soltanto diverso. 
Soltanto un po’ più vecchio
un po’ più solo
e un po’ più libero. 

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