Chiedo scusa a tutti quelli che hanno controllato questo blog nell’ultima settimana in cerca di mie notizie (e con questo anche a tutti quelli che hanno cercato di rintracciarmi in cerca di mie notizie), ma non ho avuto occasione di scrivere. Non perchè non abbia avuto voglia, o tempo, ma credo di aver dovuto immagazzinare troppi stati d’animo e molte cose su cui riflettere che non sono riuscita a completare nessun ragionamento e per questo, non mi sono sentita in diritto di scriverne.
L’ultimo mi si è scagliato contro ieri mattina in una stanza d’ospedale.
Cosa succede alle persone in un letto d’ospedale? Come si può definire quello stato di "piattezza" che prende le persone che da un giorno all’altro si ritrovano a dover chiedere agli altri "se per favore puoi accompagnarli in bagno" dopo che per una vita hanno vissuto senza dover chiedere, nulla, senza voler chiedere nulla, loro, sempre forti, sempre indistruttibili, continuamente pronti a dimostrare o a fingere di star bene, sempre in piedi, senza nessun problema.
Ora: sempre loro. Sbattuti in un letto che li rende infinitamente piccoli, così piccoli da sparire tra le lenzuola pallide di una clinica. Inermi, impotenti, a guardare la loro vita mentre viene gestita dagli altri. A litigare senza poter lasciare la stanza. Costretti a dover respirare atmosfere, sentimenti, pensieri, sapori e odori anche quando non vogliono. Costretti a chiedere a discapito del proprio orgoglio.
La malattia disinorgoglisce.
La malattia ti costringe a dipendere dagli altri.
La malattia ti spiaccica sul viso la certezza di essere da solo al mondo, oppure che non lo sarai mai.
La malattia ti porta a soffrire in silenzio, perchè ti pesa di più chiedere aiuto che tenerti tutto dentro.
La malattia ti fa capire cosa avevi prima che lei possedesse te.
La malattia è odore di ospedale appena ti svegli, quando mangi, quando ti addormenti, quando guardi la tv.
La malattia è volersi muovere, ma non poterlo fare.
"I periodi brutti vanno tagliati con un colpo secco"…questo fa la malattia, taglia.
E’ una cesoia che, tagliando, può portare anche alla rinascita…e spero sia questo il caso.
 

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