La canzone del giorno
(e anche di un po’ di tempo fa)

E
– Luciano Ligabue –


e il cielo non smette
e sono in gran tiro
le tipe che entrano al Vox
oppure al Corallo
e più in là c’è Kingo
che è già nudo in nome del rock
e in una balera son già all’hully gully
l’orchestra da ballo
c’ha un’altra serata a Pavia
e ci sono anch’io
e c’è un’altra rissa
un rito, una messa
che puzza un bel pò di routine
o è solo un bisogno una specie di impegno
che prendi con non si sa chi
e una ha lasciato il suo peggio in bottega
si mette un ombretto che inquieta
ma è rosso allegria
e ci sono anch’io
qui la notte picchia bene
su chi molla e su chi tiene
qui la notte picchia forte
gatti svelti vite storte
e tutto è perfetto
e il mondo è in affitto
e il cielo non smetterà mai
e in faccia hai il riflesso
di un teleservizio
su missili, bombe e cowboy
e in faccia c’hai tutti
i pregi e i difetti
che sono in parte condanna
e un pò compagnia
e ci sono anch’io
qui la notte picchia bene
su chi molla e su chi tiene
qui la notte picchia forte
gatti svelti vite storte.

Malinconia…strana sensazione di malinconia. Non di cose, ma di persone. Persone che passano un po’ di tempo con te al tuo fianco e poi vanno via. Persone silenziose, che ti rispettano a tal punto che quando le hai perse ti mancano tanto e vorresti non ti avessero rispettato. Vorresti che avessero infranto le barriere che tu ponevi tra te e loro, perchè a volte poniamo barriere senza accorgercene e poi ce ne pentiamo.
Poi…quando ti manca un’irruzione in camera, un pesto fatto in casa, un toc toc sul muro, un caffè acquoso, sai che era importante. Tutto ti manca come in un’ondata improvvisa, che ti si schianta addosso e  ti attraversa lasciandoti i vestiti bagnati, l’odore del sale sulla pelle e mille gocce sparse sulla sabbia…che assorbe…velocemente, inesorabilmente, assorbe tutto quello che non assorbi tu.

Bignardi: "Secondo te guadagna di più un deputato, oppure un ragazzo che si prostituisce?"

Luxuria: "Bisogna vedere chi si prostituisce tra i due."

– Le invasioni barbariche 26/05/06 –

Una città per cantare
– Ron –

Grandi strade piene
vecchi alberghi trasformati
tu scrivi anche di notte
perche’ di notte non dormi mai,
buio anche tra i fari
tra ragazzi come te
tu canti smetti e canti
sai che non ti fermerai […]
caffe’ alla mattina
puoi fumarti il pomeriggio
si parlera’ del tempo
se c’e’ pioggia non suonerai
quante interurbane
per dire "come stai?"
raccontare dei successi
e dei fischi non parlarne mai
e se ti fermi
convinto che ti si puo’ ricordare
hai davanti un altro viaggio
e una citta’ per cantare
alle ragazze non chieder niente
perche’ niente di posson dare
se il tuo nome non e’ sui giornali
o si fa dimenticare
lungo la strada
tante facce diventano una
che finisci per dimenticare
o la confondi con la luna
ma quando ti fermi
convinto che ti si puo’ ricordare
hai davanti un altro viaggio
e una citta’ per cantare
grandi strade piene
vecchi alberghi dimenticati
io non so se ti conviene
i tuoi amori dove sono andati
buia e’ la sala
devi ancora cominciare
tu provi smetti e provi
la canzone che dovrai cantare
e non ti fermi
convinto che ti si puo’ ricordare
hai davanti una canzone nuova
e una citta’ per cantare

Ho appena finito di vedere Harry Potter in tv (dopo aver pensato proprio stamattina che fosse il caso di leggere il 2°volume) e ancora una volta sono (è proprio il caso di dirlo) stregata!
Per tante cose ovvie come il talento indiscutibile della scrittrice, per il suo
sito che è praticamente come il sito che ho sempre immaginato avere perchè è esattamente la fotocopia della mia scrivania…per l’immensa creatività che questa donna possiede e per la semplicità con cui sa dire grandi cose.
E, naturalmente, anche stavolta le coincidenze che ultimamente diventano sempre più frequenti, non sono mancate… forse quelle che chiamiamo coincidenze sono soltanto i collegamenti che la nostra mente fa tra quello che viviamo e quello che vediamo o sentiamo, fatto sta che due frasi stasera mi hanno colpito particolarmente. La prima è detta da Silente verso la fine del film/libro: "Non sono le nostre capacità a fare il nostro futuro, ma le nostre scelte". E la seconda l’ho trovata sul sito (davvero date un’occhiata perchè anche da un punto di vista grafico è troooooppo bello, l’indirizzo lo trovate anche tra i link) "La chiave del successo è la pazienza".
La prima la dedico a me stessa, sempre alla ricerca di un cappello magico che mi dica veramente chi sono e cosa sono in grado di fare…L’altra la dedico a tutte quelle persone (sono pochissime, ma ci sono, ho la fortuna di averne conosciuta più di una di persona) che sono molto in gamba, che hanno talento perchè hanno passione, che mettono impegno in ogni cosa e hanno quel pizzico di diplomazia che permette loro di uscire da qualsasi situazione "imbarazzante", MA che non hanno pazienza, perchè vorrebbero vedere subito i frutti del loro lavoro. Mi chiedo se a quest’ora sotto le coperte prima di addormentarsi, o alla luce di una lampada in una redazione lontana, stiano pensando proprio a questo, alla pazienza che ci vuole per essere forti e per essere deboli, per andare avanti e per tornare indietro, per fingere e per essere se stessi e per essere grandi…abbastanza grandi da sentirsi piccoli quanto basta.
Buonanotte a tutti.

Current Mood:    lighthearted

A proposito de "Il Codice da Vinci"

Non si può dividere il mondo in categorie, perchè alla fine ogni persona è fatta soprattutto di sfumature che la rendono diversa dagli altri. Ma in uno specifico ambito come quello della brutta letteratura, o comunque dei brutti libri, possiamo dire che ci sono due categorie di persone: quelli che scrivono brutti libri e quelli che li leggono. Detta così potrebbe sembrare una grandissima semplificazione del problema. In realtà il problema è molto più grande di quanto sembri, tutto sta nel definire cosa e come è (secondo me, naturalmente) un brutto libro (e anche un brutto film se è tratto dal brutto libro!).
Un brutto libro non è una brutta storia, spesso, infatti, le storie sono brutte, i personaggi fanno brutta fine o vivono brutte esperienze, ma i buoni libri fanno capire al lettore che anche le brutte storiepossono dare un insegnamento, non da un punto di vista morale, ma semplicemente un insegnamento nel senso più stretto del termine.
Un brutto libro non è un libro scritto male (anche se naturalmente la scrittura è uno degli elementi fondamentali di un libro, altrimenti che libro è?!). Esistono molti libri scritti male, ma restano i nostri libri preferiti, quelli che amiamo di più, che leggiamo almeno una volta ogni due anni, o, se abbiamo una buona memoria, ci limitiamo a sfogliarne le pagine ogni tanto per ricordarci quanto ci ha fatto star bene leggerli, perchè ci regalano una sensazione bella, di evasione, di libertà, di comprensione del mondo. Ma quando un libro e la sua storia non ci portano da nessuna parte, da nessuna parte che abbia un senso perchè è la storia stessa a non avere senso, quando un libro non contiene sentimenti nè buoni, nè cattivi, ma soltanto fanatismo, quando pretende di spiegare l’inspiegabile, quando la sensazione di libertà che ci regala è legata all’averlo appena finito e non al processo stesso di lettura, quando lo chiudiamo senza che ci abbia regalato nè una certezza nè TANTOMENO un dubbio se non quello di quanto potesse esser vero il falso che hai letto…beh allora ci troviamo davanti ad un brutto ed inutile libro e fino a ieri non credevo ne potesse esistere uno.
Il problema, quindi, è che ci sono persone che leggono questo genere di libri e che, cosa ancora più grave, lo fanno diventare addirittura un best-seller…senza voler giudicare nessuno, semplicemente il mio discorso contiene una domanda: perchè? Cosa c’è di bello nel "Codice da Vinci" di Dan Brown? Cosa lo rende così speciale per tutte le persone che un anno fa assaltavano le librerie e ora assaltano i cinema pur di vederlo?
Il film tratto da "Il Codice da Vinci" è praticamente inutile…o almeno per me è stato così.
Un consiglio: LEGGETE IL PENDOLO DI FOUCAULT, almeno se non vi dovesse piacere la trama, avrete letto un libro di un grandissimo scrittore. GRANDE UMBERTO ECOOOOOO!!!

Current mood:   upset