A proposito de "Il Codice da Vinci"

Non si può dividere il mondo in categorie, perchè alla fine ogni persona è fatta soprattutto di sfumature che la rendono diversa dagli altri. Ma in uno specifico ambito come quello della brutta letteratura, o comunque dei brutti libri, possiamo dire che ci sono due categorie di persone: quelli che scrivono brutti libri e quelli che li leggono. Detta così potrebbe sembrare una grandissima semplificazione del problema. In realtà il problema è molto più grande di quanto sembri, tutto sta nel definire cosa e come è (secondo me, naturalmente) un brutto libro (e anche un brutto film se è tratto dal brutto libro!).
Un brutto libro non è una brutta storia, spesso, infatti, le storie sono brutte, i personaggi fanno brutta fine o vivono brutte esperienze, ma i buoni libri fanno capire al lettore che anche le brutte storiepossono dare un insegnamento, non da un punto di vista morale, ma semplicemente un insegnamento nel senso più stretto del termine.
Un brutto libro non è un libro scritto male (anche se naturalmente la scrittura è uno degli elementi fondamentali di un libro, altrimenti che libro è?!). Esistono molti libri scritti male, ma restano i nostri libri preferiti, quelli che amiamo di più, che leggiamo almeno una volta ogni due anni, o, se abbiamo una buona memoria, ci limitiamo a sfogliarne le pagine ogni tanto per ricordarci quanto ci ha fatto star bene leggerli, perchè ci regalano una sensazione bella, di evasione, di libertà, di comprensione del mondo. Ma quando un libro e la sua storia non ci portano da nessuna parte, da nessuna parte che abbia un senso perchè è la storia stessa a non avere senso, quando un libro non contiene sentimenti nè buoni, nè cattivi, ma soltanto fanatismo, quando pretende di spiegare l’inspiegabile, quando la sensazione di libertà che ci regala è legata all’averlo appena finito e non al processo stesso di lettura, quando lo chiudiamo senza che ci abbia regalato nè una certezza nè TANTOMENO un dubbio se non quello di quanto potesse esser vero il falso che hai letto…beh allora ci troviamo davanti ad un brutto ed inutile libro e fino a ieri non credevo ne potesse esistere uno.
Il problema, quindi, è che ci sono persone che leggono questo genere di libri e che, cosa ancora più grave, lo fanno diventare addirittura un best-seller…senza voler giudicare nessuno, semplicemente il mio discorso contiene una domanda: perchè? Cosa c’è di bello nel "Codice da Vinci" di Dan Brown? Cosa lo rende così speciale per tutte le persone che un anno fa assaltavano le librerie e ora assaltano i cinema pur di vederlo?
Il film tratto da "Il Codice da Vinci" è praticamente inutile…o almeno per me è stato così.
Un consiglio: LEGGETE IL PENDOLO DI FOUCAULT, almeno se non vi dovesse piacere la trama, avrete letto un libro di un grandissimo scrittore. GRANDE UMBERTO ECOOOOOO!!!

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4 pensieri su “

  1. ciao…nn sono d’accordo….non ho letto il libro di brown,quindi nn posso esprimermi…ma mi permetto di fare un commento sul film da imperfetta cineasta..al di là della struttura “filmica”,”il codice da vinci”potrebbe essere interpretato come una metafora della vita,del tipo:nn vi fermate a ciò ke vi viene imposto,ma valutate la realtà da ogni prospettiva;senza dare per assoluta nessuna conoscenza,perchè nessuna di queste possiede il monopolio della certezza…alla fine,nn solo ci si ritrova cn un bagaglio culturale abbondante,ma potrete essere davvero sicuri di ciò ke pensate,perchè quel pensiero è un VOSTRO frutto,e nn di altri….

  2. Ciao..grazie per il commento, sapevo che avrei scosso delle persone sollevando questo argomento, ma è bello poter discutere di quello che vediamo, altrimenti che gusto c’è?!
    Quello che dici sul fatto che esistono varie interpretazioni di una cosa è giustissimo, infatti anche nel “pendolo” emerge anche se in modo molto più brillante e completo. Non trovo giusto, però, usare il fanatismo delle persone (che ultimamente, si sa, ha assunto forme sempre più diverse e varie da un punto di vista sociologico, basti pensare alle sette sataniche) come strumento per creare un libro commerciale, visto e considerato che in molti casi sono stati proprio certi contenuti mediali a creare mistificazioni che hanno portato ad esiti “poco gradevoli”.
    La mia critica oltre a riguardare la mercificazione di un argomento complesso e delicato come quello del fanatismo religioso presente nel libro/film di Dan Brown, è rivolta soprattutto al fatto che non si può cambiare la storia come se si stesse giocando a scarabeo solo per accontentare chi non crede nella Bibbia. Possedere spirito critico è una bellissima qualità, ma da qui a farne una giustificazione per vaneggiare in pubblico ce ne passa! Evidentemente, queste riflessioni nel post non sono emerse, per cui, spero che adesso il mio punto di vista sia più chiaro!

  3. Ciao,
    Anche a me il Codice da Vinci non e’ piaciuto ma soprattutto perche’, secondo me, e’ scritto male.
    C’e’ di peggio per carita’ ma decisamente c’e’ di meglio.
    Tutti quelli che conosco hanno deciso di andare a vedere il film che io, invece, boicottero’ in toto, nonostante mi piaccia Tom Hanks.

    Il problema, credo, e’ che il lettore medio ha perso il piacere della lettura e si e’ lasciato trascinare da quelli che acquistano libri perche’ fa moda dire di averli letti…

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