Stamattina mercato. Vivere ogni sapore, odore, ogni sguardo delle persone che erano intorno a me. Una comunità piccola in cui l’individualismo che vediamo ogni giorno sembrava scomparsso. Con la mente sono tornata indietro al primo articolo scritto per l’università, era sul mercato. L’impaccio di trovarmi in un posto per la prima volta con il "compito" di dover scrivere qualcosa mi paralizzava la mente… subivo le impressioni senza riuscire a dividerle a catalogarle in un mio ordine mentale l’articolo uscì carino, ma sicuramente è stata apprezzata molto di più la buona volontà che la capacità di esprimermi. Ma come si fa? Come si esprime la voglia che ti viene di sfiorare ogni cosa, di assaggiare ogni sapore? Come spieghi che la fantasia ti porta a chiederti come si sposerebbero le olive ai datteri in un piatto di pasta? So solo che sono tornata a casa contenta dei quello che avevo comprato perchè erano le cose più semplici del mondo perchè me le ha vendute una "ragazza" con i capelli bianchi che avrà avuto 70 anni di età e lo spirito di quindici. So che a casa ho immerso le dita tra quegli odori e sapori, quelle cose che avevo comprato io e che tutto ti sembra più bello quando vivi da sola, quando un piatto di pasta alle 14.50 ti sembra la cosa più buona del mondo anche se bruci il sugo. So soltanto che mentre tornavo a casa ho fatto un salto in libreria e mi sono regalata un libricino, perchè quando mi regalo un libro è sempre un bel giorno da ricordare. So soltanto che mentre uscivo dalla libreria ho cambiato 20 euro da una signora con un sorriso bellissimo che per due euro mi ha regalato un giornale autentico. So soltanto che adesso che è calato il sole penso alla frase di quella vecchina : "Solo quando sei cattivo con tutti la gente apprezza le tue buone azioni". So soltanto che i 18 euro di resto che ho avuto in cambio di quel giornale autentico erano accartocciati e pieni della bontà delle persone che prima di me si erano fermate un attimo ad ascoltare quella signora. So che quel resto è il più prezioso che abbia mai ricevuto, e che quando gliel’ho detto mi ha sorriso perché era felice, come me ora.

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